Venerdì 24 Luglio 2026
La senatrice di Italia Viva porta in Procura il caso e contesta lassismo delle istituzioni


Strage di gatti a Santa Teresa, esposto di Musolino e Partito Animalista: "Basta inerzia"

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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La colonia felina di Sparagonà

Scende in campo la politica nazionale a sostegno dei cittadini di Santa Teresa di Riva che gestiscono le colonie feline e si occupano della salvaguardia degli animali. Nelle ultime settimane è stata denunciata una strage di gatti randagi con parecchie uccisioni, molto probabilmente per avvelenamento, in particolare nei quartieri Sparagonà e Candidati, e adesso la senatrice Dafne Musolino, vicecaporuppo al Senato di Italia Viva–Casa Riformista, annuncia la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica. «Una situazione ormai insostenibile - esordisce la parlamentare - culminata con il ritrovamento di numerosi animali morti, la comparsa di polveri e sostanze sospette e pesanti intimidazioni subite dalla referente della colonia locale Raffaella Bottaro. È inaccettabile assistere a questa mattanza nel totale immobilismo delle istituzioni locali». L’Amministrazione comunale ha inviato una nota, a firma degli assessori Gianmarco Lombardo e Domenico Trimarchi, a Prefettura, Polizia locale, Forze dell’ordine, Servizio Veterinario dell’Asp e Istituto Zooprofilattico per segnalare «una situazione di estrema gravità che richiede un intervento ispettivo e sanzionatorio immediato», esprimendo «massima e totale disponibilità a collaborare mettendo a disposizione ogni strumento utile, inclusi eventuali rilievi della Polizia Locale o l'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, al fine di individuare i responsabili». Ma per la senatrice non basta. «L’Amministrazione non può cavarsela con un approccio puramente formale, inviando comunicazioni di rito per poi lavarsene le mani - contesta - invocare i controlli omettendo di disporre un servizio specifico sul territorio, senza intensificare la vigilanza o installare immediatamente un sistema di videosorveglianza dedicato, equivale a girarsi dall'altra parte. La sicurezza degli animali e di chi se ne prende cura volontariamente ogni giorno deve essere garantita con fatti concreti, non con la burocrazia». 

La senatrice ripercorre la gravità del quadro emerso: «I fatti non nascono a fine giugno, ma affondano le radici nei mesi precedenti con continue segnalazioni di sparizioni e maltrattamenti. Tra il 27 e il 28 giugno abbiamo assistito alla morte di almeno sei gatti in poche ore nella colonia di via Sparagonà. Il 9 luglio se n'è aggiunto un altro e il 22 luglio la volontaria è costretta a denunciare la presenza di nuove sostanze sospette dopo i ritrovamenti di polvere bianca dei giorni scorsi. A questo si somma un clima intimidatorio vile e intollerabile, con i corpi degli animali lasciati come macabri avvertimenti nei luoghi frequentati da chi li accudisce. Di fronte a questa escalation criminale - prosegue Musolino - il dato politicamente più grave è il silenzio. Non conosciamo gli esiti degli esami tossicologici, e la Prefettura non ha ancora reso note iniziative operative di coordinamento o misure di protezione. Le istituzioni si sono dimostrate esclusivamente reattive, mosse solo dalla pressione mediatica, ma totalmente incapaci di garantire una tutela effettiva. Ricordo ai responsabili ed a chi è delegato ad intervenire che l’articolo 544-bis del Codice penale punisce chi, per crudeltà o senza necessità, provoca la morte di un animale con la reclusione da sei mesi a tre anni e che le pene sono aggravate quando dai fatti deriva la morte  Per queste ragioni presenterò formalmente un esposto in Procura - conclude la senatrice - e chiedo che la magistratura faccia piena luce sulle responsabilità tanto di chi si è macchiato di questo orribile crimine quanto di chi, pur dovendo, non sembra essersi adoperato per impedire la condotta criminale o facilitare la cattura dei colpevoli».

Anche il Partito Animalista Italiano interviene sulla vicenda: «L’iniziativa della senatrice Dafne Musolino trova il nostro pieno e incondizionato appoggio - afferma Carlo Callegari, dirigente nazionale del partito - quanto sta accadendo a Santa Teresa di Riva non è solo una strage di animali innocenti, ma un vero e proprio problema di ordine pubblico, aggravato da un clima di intimidazione mafiosa e inaccettabile». Il Partito Animalista, che si era già esposto duramente nelle scorse settimane denunciando le prime sparizioni e le morti sospette, punta nuovamente il dito contro l'attendismo delle istituzioni: «Avevamo già chiesto interventi tempestivi prima che la situazione precipitasse, ma i nostri appelli si sono scontrati con un muro di gomma - prosegue Callegari - condividiamo l'analisi della senatrice: non bastano le letterine di rito alla Prefettura o all'Asp per scaricare il barile. Un'Amministrazione che vuole difendere il proprio territorio installa immediatamente le telecamere, dispone controlli a tappeto della Polizia Locale e presidia le aree a rischio. Omettere questi passaggi basilari equivale a girarsi dall'altra parte e lasciare campo libero ai criminali». Callegari esprime poi la massima vicinanza del partito a Raffaella Bottaro, la referente della colonia bersaglio dei macabri avvertimenti con le polveri tossiche e le carcasse degli animali: «Nessun volontario che si sostituisce alle carenze dello Stato deve essere lasciato solo di fronte a questa criminalità vigliacca. Esigiamo trasparenza totale sui risultati degli esami tossicologici, che ancora oggi rimangono un mistero, e chiediamo che la Prefettura attivi misure di tutela immediate e concrete». Il Partito Animalista Italiano annuncia infine che seguirà la strada tracciata dall'esposto in Procura: «Siamo pronti ad agire nelle sedi opportune e a costituirci parte civile nell'eventuale processo contro gli autori di questa mattanza. Oltre alle responsabilità penali dirette, previste dall'articolo 544-bis per chi uccide con crudeltà, chiediamo alla magistratura di fare luce su tutte le eventuali omissioni istituzionali. Chi aveva il dovere di intervenire per prevenire questa strage e non l'ha fatto, dovrà risponderne».


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