Strade provinciali ridotte in foreste: la Città metropolitana trascura anche l'ordinario
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Vegetazione infestante dall'alto e dal basso
Sulle strade provinciali della Valle d’Agrò non si riesce nemmeno a garantire la manutenzione ordinaria, quelle che andrebbe fatta costantemente, e viaggiare è ogni giorno un terno al lotto. Così chi si sposta quotidianamente dai centri collinari e montani verso la costa (e viceversa) si è ormai rassegnato a non vedere cambiare le cose. Prendiamo ad esempio la Strada provinciale 12 che da Sant’Alessio Siculo conduce al bivio per la Sp 15 verso Antillo e nei comuni di Limina e Roccafiorita: nonostante qualche intervento di rifacimento del manto stradale e ricostruzione di piccoli tratti di parapetto, le condizioni dell’arteria rimangono pessime e ciò che emerge nell’ultimo periodo è soprattutto l’assenza di manutenzione dei margini, delle scarpate e dei muri di contenimento. La vegetazione spontanea, infatti, restringe la sede stradale anche fino a mezzo metro per lato con la presenza di sterpaglie e arbusti, senza contare che alberi, rami, rovi e cespugli invadono la strada anche a 4-5 metri di altezza, riducendo la visibilità soprattutto in curva e costringendo gli autisti di pullman e mezzi pesanti a deviare la loro marcia nell’altra corsia per non danneggiare i mezzi e mettere a rischio la loro incolumità, creando però situazioni di pericolo qualora sopraggiungano mezzi dalla direzione opposta. Il rischio per i veicoli che viaggiano in direzione opposte di entrare in contatto è sempre più alto, visto che gli automobilisti sono costretti a spostarsi verso il centro della carreggiata, ma la presenza di una vegetazione così fitta aumenta anche il pericolo legato agli incendi. L’auspicio è che la Città metropolitana si attivi al più presto per garantire la minima manutenzione ordinaria lungo la strada, intervenendo anche con il rifacimento della segnaletica orizzontale per migliorare le condizioni essenziali di sicurezza. Sempre sulla Sp 12 i pericoli sono rappresentati anche da situazioni di inerzia che si trascinano da anni, come nel caso del parapetto mancante al km 17,100 in contrada Brisi, in territorio alessese, dove il 31 dicembre 2022 avvenne un tragico incidente stradale in cui perse la vita il 38enne Francesco Corrado Savoca di Forza d’Agrò. La sua jeep precipitò nel vallone sottostante dopo essersi schiantato sulla destra, mentre procedeva in direzione monte, contro il vecchio parapetto in cemento non armato, alto 45 centimetri e largo 37: lo stesso giorno i Carabinieri sequestrarono quel tratto di muretto avviando le indagini, a conclusione delle quali l’inchiesta è stata archiviata in quanto la Procura non ha ritenuto vi fossero responsabilità penali imputabili a terze persone. Così il muretto è stato dissequestrato e il 7 ottobre 2024 i Carabinieri di Sant’Alessio Siculo lo hanno riconsegnato alla Città metropolitana. Da allora, però, non è stato effettuato alcun intervento di ripristino del parapetto crollato, delimitato da transenne metalliche che restringono la carreggiata, poste anche sul lato opposto nel senso di marcia monte-valle. Cosa si aspetta ancora?














