"Stop ai camion del raddoppio ferroviario nei centri abitati": parte una raccolta firme
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Mezzi pesanti giorno e notte
«Chiediamo con urgenza la realizzazione immediata dei mini svincoli lungo l’autostrada A18 Messina-Catania, per garantire una viabilità alternativa e deviare il traffico pesante fuori dai lungomari e dai centri abitati». È la richiesta che parte dai cittadini, preoccupati, stufi e spaventati dal continuo transito dei camion impegnati nei cantieri del raddoppio ferroviario, che circolano quotidianamente all’interno dei centri abitati, soprattutto tra Nizza di Sicilia e Sant’Alessio Siculo, spesso anche a velocità sostenute nonostante la presenza di pedoni. Debora Davì, cittadina residente sul lungomare nizzardo, ha lanciato una raccolta firme online su Change.it: «Giorno e notte migliaia di cittadini, lavoratori, turisti e attività commerciali subiscono il continuo passaggio di mezzi pesanti legati ai lavori del raddoppio ferroviario Giampilieri–Fiumefreddo - evidenzia nel documento - e il risultato è evidente: rumore costante, vibrazioni, traffico paralizzato, lunghe attese, inquinamento crescente e un grave peggioramento della qualità della vita. Tutto questo sta causando un danno enorme alla vivibilità dei centri abitati, al turismo e all’economia locale. Siamo favorevoli alle opere infrastrutturali e ai lavori in corso - sottolinea - ma non è accettabile che vengano realizzati a discapito della salute, della sicurezza e della quotidianità dei cittadini». Una situazione ritenuta non più sostenibile e per la quale non si intravedono soluzioni a breve, visto che l’iter per la realizzazione delle rampe autostradali di cantiere sull’A18 a Nizza di Sicilia e Sant’Alessio Siculo è ancora in corso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e nonostante già a febbraio il Consorzio Messina Catania Lotto Nord abbia preso possesso delle aree soggette ad occupazione temporanea, secondo l’ordinanza emessa il 3 giugno 2024 dall’Ufficio Territoriale per le Espropriazioni di Rete Ferroviaria Italiana, non si intravede ancora l’inizio dei lavori. «Questa condizione non è più accettabile - evidenzia la petizione, che in due giorni ha raggiunto e superato 300 firme - e chiediamo rispetto per chi vive, lavora e investe nella riviera jonica messinese». Davì ha inviato anche una mail a Webuild, Rfi e Ministero dell’Ambiente (oltre che per conoscenza ai sindaci dei comuni da Alì Terme a Santa Teresa di Riva) per segnalare il problema e chiedere interventi concreti: «La situazione, anziché migliorare, è ormai arrivata a un livello di insostenibilità - evidenzia la cittadina nizzarda - non si tratta di essere contrari al progresso o alle opere pubbliche, nessuno ne mette in discussione l’importanza ma il progresso non può essere realizzato a discapito della salute, della serenità e della qualità della vita dei cittadini. Mi auguro, questa volta, di non restare una voce isolata - conclude Debora Davì - il silenzio non cambia le cose e far sentire la propria voce è il primo passo per tutelare il nostro territorio e il diritto di viverlo con dignità».













