Sabato 16 Maggio 2026
Altre associazioni si schierano a fianco del Comitato civico per i beni pubblici


Stop a nuove concessioni sulla spiaggia di Giardini: in campo anche Legambiente e WWF

di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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I pochi spazi rimasti sulla spiaggia libera

Anche il Circolo Legambiente Taormina-Valle Alcantara esprime profonda preoccupazione per l’utilizzo del demanio marittimo di Giardini Naxos. In un momento in cui la costa jonica affronta una crisi ambientale senza precedenti, l’associazione  ambientalista ribadisce un principio fondamentale: le spiagge sono un bene comune e il diritto dei cittadini alla libera e gratuita fruizione deve prevalere su qualsiasi logica di profitto privato. «L’inarrestabile fenomeno dell'erosione costiera, drammaticamente accelerato dalla violenza degli ultimi eventi meteorologici estremi tra cui gli effetti devastanti del ciclone Harry - evidenzia la presidente del Circolo Annamaria Noessing - ha ridotto drasticamente le superfici sabbiose. Le spiagge libere si sono assottigliate fino a diventare, in alcuni tratti, quasi inesistenti, e in questo scenario di estrema fragilità ogni centimetro di sabbia pubblica acquista un valore inestimabile per la collettività». Legambiente ritiene inammissibile l’ipotesi di concedere nuovi spazi o permettere l'espansione di strutture balneari esistenti, sostenendo che la tendenza alla privatizzazione delle coste confligge direttamente con il primario diritto dei cittadini di accedere liberamente al mare: «La spiaggia non è una merce, ma uno spazio sociale e naturale - afferma il Circolo - è prioritario assicurare che i residenti e i turisti possano godere del mare. La prospettiva di occupare ulteriore suolo pubblico per fini commerciali è un attacco al diritto alla bellezza e al tempo libero di tutti».

Legambiente richiama con forza al rispetto rigoroso delle normative vigenti, ricordando che qualsiasi nuova istanza di concessione o richiesta di ampliamento di quelle esistenti non può essere accolta in assenza di Pudm (Piano di utilizzo del demanio marittimo) definitivamente approvato: «Monitoreremo con attenzione ogni atto amministrativo - conclude Noessing - non accetteremo un'ulteriore occupazione selvaggia, specialmente se le cosiddette autorizzazioni brevi consistono nell’ampliamento di quelle già in vigore. Chiediamo al Comune di Giardini Naxos di farsi custode del patrimonio pubblico e di investire, piuttosto, nel ripascimento della costa, nella tutela dell'ecosistema e nella gestione ambientalmente sostenibile del litorale, invece di svendere l'ultimo lembo di spiaggia libera rimasto».

Anche il WWF Sicilia Nord Orientale appoggia le istanze del Comitato con una serie di motivazioni. In primo luogo «l’occupazione della spiaggia con strutture balneari, anche durante il periodo invernale, non è sostenibile da un punto di vista ambientale - evidenzia - la spiaggia è un ecosistema vivente e l’eccessiva antropizzazione provoca danni permanenti». In secondo luogo evidenzia che «gli ultimi eventi meteorologici estremi, che si sono abbattuti sulle nostre coste, hanno provocato una forte erosione delle spiagge che si sono notevolmente ristrette fino a scomparire in alcuni punti». E, infine «gli stabilimenti balneari che insistono sulle nostre spiagge nel periodo estivo comportano una profonda modifica di tutto l’arenile dovuta soprattutto alle sistemazioni logistiche degli stessi stabilimenti che annullano completamente la naturalità di questo ecosistema». Per queste ragioni, il WWF Sicilia Nord Orientale esprime il proprio dissenso all’aumento delle concessioni balneari nelle spiagge di Giardini Naxos e ribadisce la necessità di smontare completamente gli stabilimenti balneari esistenti durante il periodo invernale, sia per evitare danni durante possibili mareggiate, sia per permettere la rinaturalizzazione delle spiagge.

Un appello alla politica e alla cittadinanza arriva da Mare Libero Asp: «L’associazione esprime il proprio totale e incondizionato sostegno al Comitato Civico per i Beni Pubblici di Giardini Naxos nella sua battaglia contro il rilascio di ulteriori concessioni demaniali sulle spiagge di San Pancrazio e Schisò - scrive il sodalizio - è inaccettabile che, in un momento in cui la sensibilità collettiva verso i beni comuni è ai massimi storici, si assista a quello che il Comitato definisce correttamente un assalto agli ultimi scampoli di spiaggia libera. Condividiamo punto per punto le opposizioni formali presentate al Demanio regionale. Le criticità evidenziate sono specchio di una gestione del litorale che privilegia il profitto privato a discapito del diritto alla libera fruizione». Anche in questo caso c’è l’elenco puntuale delle criticità: si parte dall’esclusione sociale, perché l'eventuale concessione di queste aree espellerebbe definitivamente le famiglie, gli anziani e i residenti dal tratto di costa più agevole, alle incoerenze amministrative, risultando paradossale che si richiedano ricollocazioni o espansioni citando l'erosione costiera quando il Pudm (Piano di utilizzo delle aree demaniali e marittime), adottato ad aprile, esclude ufficialmente modifiche al litorale causate da eventi climatici». L’associazione fa anche una valutazione specifica. “Il Pudm – precisa - destina già le aree in questione alla pubblica fruizione. Consentire nuove occupazioni, seppur trimestrali, rappresenterebbe una palese violazione della programmazione territoriale». E conclude ricordando la saturazione del litorale: «Le attività richiedenti godono già di ampie superfici in concessione; l'ulteriore espansione andrebbe a occupare persino l'ultimo accesso libero rimasto nell'intera zona».


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