Giovedì 12 Marzo 2026
Cedimenti e avvallamenti in aumento in corrispondenza della rete metanifera


Statale 114 a Santa Teresa: tutti i nodi vengono al pettine per quei lavori eseguiti male

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Montagne russe a causa di cedimenti e avvallamenti

«La Statale 114 non può reggere, ogni giorno emergono nuovi cedimenti». L'Amministrazione comunale di Santa Teresa di Riva lo grida a gran voce da quando il ciclone ha distrutto mezzo lungomare costringendo a chiuderlo e a deviare il traffico sulla Orientale Sicula, soprattutto per giustificare la necessità di realizzare la pista nel torrente Savoca per completare la via alternativa che consente di aggirare il centro abitato tramite la circonvallazione. Ma è davvero l’intera struttura della Ss 114 a cedere perchè non regge camion o mezzi pesanti oppure gli avvallamenti sono legati ad altro? Innanzitutto va detto che la Statale è la strada principale del paese che di norma deve garantire il transito a tutti i mezzi senza limitazioni, introdotte nel corso dei decenni dai Comuni nel momento in cui si sono rese disponibili altre arterie, come il lungomare. E osservando cosa sta succedendo sul tratto santateresino, emerge subito come i cedimenti avvengano tutti in una fascia ben precisa, ossia in corrispondenza della condotta principale del gas metano. Già da diversi anni, infatti, il manto stradale è lesionato e leggermente ribassato proprio nel punto dove tra il 2015 e il 2016 è stata interrata la tubazione, una criticità che abbiamo denunciato più volte in passato anche riguardo al lungomare, evidenziando come fosse legata ad un costipamento effettuato non a regola d’arte dopo l’interramento dei tubi. Oggi che il traffico sulla Statale 114 si è notevolmente intensificato, anche con i mezzi pesanti, tutti i nodi vengono al pettine e quotidianamente la sede stradale registra abbassamenti e inclinazioni proprio in linea con la rete metanifera e le sue derivazioni verso le abitazioni su entrambi i lati. Il certificato di collaudo tecnico-amministrativo dell’opera è stato firmato l’11 dicembre 2018, data in cui il manto stradale si presentava già lesionato, ed è divenuto definitivo due anni dopo, ma il Comune non ha mai chiesto il ripristino dei tratti deteriorati o che hanno subito cedimenti, soprattutto per eliminare disagi e rischi per automobilisti e centauri. 


Così adesso, con la Statale 114 che sta subendo un “reale” collaudo con il passaggio di mezzi che finora transitavano raramente, l’ente si vede costretto ad intervenire a proprie spese, anche se potrebbe valutare di far valere la responsabilità decennale dell’appaltatore, come previsto dal Codice civile. Secondo il disciplinare prestazionale approvato nel 2011, il ripristino delle pavimentazioni bitumate doveva avvenire a scavi assestati con uno spessore totale di 9 centimetri di asfalto ed era previsto che «le pavimentazioni già ripristinate ma che si presentano deteriorate a causa del calo del materiale di riempimento con rottura del manto saranno riprese più volte fino al collaudo finale». Ma nessuno ha mai contestato nulla e dieci anni dopo sta emergendo come il riempimento non sia in grado di sostenere il traffico, costringendo a riparazioni tampone e posa di lastre di ferro. Con l’auspicio che il suolo possa reggere ancora.


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