Scontro sulla passerella Furci-Roccalumera: la Protezione civile non paga la demolizione
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Realizzata nel 2004, è stata demolita a gennaio 2026
Demolita pochi giorni dopo il ciclone Harry, poiché pesantemente danneggiata dalla mareggiata, la passerella sul torrente Pagliara, tra Furci Siculo e Roccalumera, diventa oggetto di uno scontro istituzionale tra Palermo e Roma. L’intervento di abbattimento è stato disposto dall’Autorità di Bacino, che il 22 gennaio ha effettuato un sopralluogo constatando come fosse parzialmente distrutta dal moto ondoso, rappresentava un ostacolo al deflusso delle acque torrentizie e favoriva l’accumulo di materiale detritico possibile causa di esondazione in caso di piena, al punto da allagare le zone circostanti densamente abitate, oltre ad arrecare danni alle infrastrutture fognarie alla foce e alle pompe di sollevamento dei reflui. Così l’ufficio dipendente dalla Regione, allora guidato dall’ing. Leonardo Santoro, ha stilato un verbale di somma urgenza e stanziato 400.000 euro per la demolizione delle strutture, la rimozione delle macerie e la risagomatura e regolarizzazione del deflusso idrico, affidando i lavori all’impresa “Astrea Srl” di Giarre per un costo di 327.966 euro. L’intervento era stato inserito dal commissario delegato dall’Ordinanza nazionale di Protezione civile 1180 nella Scheda A (Ricognizione del fabbisogno per il ripristino dei danni al patrimonio pubblico) in quanto «la passerella sommergibile è stata parzialmente distrutta a seguito dell’impatto delle imponenti onde marine provocate dal ciclone e sussiste nesso di casualità tra evento calamitoso e danno verificatosi, configurandosi casualità concorrente», ma a Roma non sono stati di questo avviso. Il Dipartimento nazionale di Protezione civile, infatti, ha ritenuto l’intervento di rifunzionalizzazione idraulica dell’alveo del torrente Pagliara non ammissibile «poiché interessa una passerella provvisoria in alveo utilizzata come percorso viario che, da quanto è stato possibile appurare, non era più in uso e la cui rimozione era necessaria indipendentemente dal verificarsi dell’evento». L’Autorità di Bacino ha ribadito la richiesta di ammissione a finanziamento a valere sull’Ordinanza 1180 «poiché è stata distrutta per effetto delle onde marine generate dal ciclone Harry, quindi con nesso di casualità tra evento calamitoso e danno verificatosi», ma il soggetto attuatore e responsabile del coordinamento delle attività ex Ordinanza 1180ha comunicato che il 23 giugno la Protezione civile nazionale ha confermato l'inammissibilità dell’intervento. Così l’AdB ha disposto l’aggiudicazione efficace dei lavori e approvato la perizia di spesa con la copertura finanziaria dei lavori di demolizione della passerella a valere sul proprio bilancio, tra la spese per interventi di manutenzione ordinaria, urgenza e somma urgenza sul demanio idrico fluviale. Ma non è tutto: l’Autorità di Bacino ha infatti manifestato l’intenzione di attivare la procedura in danno dell’Anas per la mancata demolizione della passerella (consegnata nel 2013 ai due Comuni e utilizzata fino al 2019) in ottemperanza all’ordinanza dell’ingegnere capo del Genio Civile del 2009. Dunque il caso non è ancora chiuso.













