"Sconfortato per la riviera devastata, bisogna pensare alla viabilità alternativa a monte"
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Il sindaco e la devastazione del lungomare
«Il mio sconforto dopo il ciclone? Perchè ho capito che la riviera jonica era devastata in più comuni, il mio lungomare era salvo e avrei potuto ritenermi soddisfatto, ma sarei stato egoista, perchè siamo un comprensorio unito. Adesso dobbiamo ripensare la viabilità». Quasi con le lacrime agli occhi nelle prime ore dopo il passaggio di Harry, il sindaco di Roccalumera, Giuseppe Lombardo, indossati gli stivali, è stato per giorni sul lungomare ad aiutare i cittadini e rincuorarli che il peggio era passato. La litoranea ha tenuto, ad eccezione di qualche tratto di carreggiata e marciapiede crollato sotto la furia delle onde, ma i danni alle infrastrutture pubbliche non mancano e il Comune ha stimato che servono almeno 1.620.000 euro per ripristinare tutto, senza contare altri 215.000 euro per rifare la condotta sottomarina di scarico del depuratore, portata via della onde al largo. Sindaco, si aspettava un evento del genere e danni così ingenti? Come avete affrontato l’emergenza? E come state operando adesso? Teme di più che i fondi possano essere insufficienti o i tempi della burocrazia troppo lunghi? La stagione estiva è compromessa? L’emergenza ha fatto riemergere le carenze delle infrastrutture viarie della zona e da tempo si propone di declassare l’autostrada A18 creando svincoli nei comuni: lei cosa ne pensa? In questi giorni si parla di contributi milionari dati dalla Regione per sagre e feste anche a comuni che ricadono in zone a rischio frane: sono risorse che potevano essere investite contro il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza dei territori?
«Sì, seguivo già le previsioni già da martedì 13 e venerdì 16, prima che uscisse il bollettino della Protezione civile regionale, avevo avuto conferma dal meteorologo Daniele Ingemi, con cui mi confronto sempre, che le previsioni coincidevano e sarebbe stato un disastro. Allora non ho aspettato e ci siamo messi in moto: venerdì ho allertato il Consorzio Messina-Catania Lotto Nord chiedendo di mettere a disposizione i mezzi, sabato anche le ditte locali ed eravamo pronti ad intervenire. Non sapevamo gli effetti su più giorni ma dovevamo farci trovare pronti».
«Il ciclone è un evento che si sviluppa nei giorni e nelle ore e questo ci ha permesso di prendere precauzioni per tempo, come evacuare le aree a rischio. Subito dopo ci siamo messi al lavoro per ripulire e adesso anche grazie al Consorzio Messina-Catania Lotto Nord stiamo ripristinando le voragini sul lungomare per riaprirlo interamente al più presto».
«Sappiamo che le risorse ci sono, è passato anche il nostro appello al governo regionale, che lo ha fatto proprio, di utilizzare i soldi del Fondo sviluppo e coesione che non potranno essere spesi per opere in ritardo. Ma adesso il problema è la burocrazia e questo mi preoccupa tanto, perchè ad esempio la normativa ambientale statale segue le direttive europee e i tempi sono lunghi, ne abbiamo avuto esempio per le rampe provvisorie di cantiere dell’A18, per le quali l’iter è in corso da due anni. Figuriamoci per ricostruire un lungomare. Si parla di deroghe ma quelle inserite nell’Ordinanza della Protezione civile nazionale per il ciclone Harry sono quelle classiche adottate anche per i terremoti»
Al 99% sì, anche perchè sta passando il messaggio che la Sicilia è stata colpita dal ciclone e dalle frane. E poi oggi (ieri, ndc) il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha detto che 9 comuni su 10 in Sicilia sono a rischio dissesto idrogeologico. Tutto questo scoraggerà i turisti. Potrei dire ai visitatori di venire da noi perchè è tutto funzionante, ma chi arriva a Roccalumera in vacanza non rimane fermo qui, si sposta anche negli altri comuni. Salvo Roccalumera e muoiono tutti gli altri? È tutto collegato. Il mio auspicio è che tutte le nostre attività commerciali sul lungomare siano operative il prima possibile, perchè magari saremo gli unici ad avere la litoranea interamente accessibile, ma non è detto che ciò funzioni perchè la gente potrebbe non venire in queste zone. Abbiamo la spiaggia e la sfrutteremo, puntiamo ad ottenere nuovamente la Bandiera blu, ma se non ci danno le risorse non abbiamo la capacità di ripristinare tutto».
«Se non creiamo svincoli autostradali siamo destinati a morire. È inutile pensare ai nuovi lungomari come arterie di traffico principale, non è detto che possano essere ricostruiti con quelle dimensioni, con carreggiate, parcheggi e marciapiedi. Anche agendo con il ripascimento artificiale delle spiagge non si ottiene un avanzamento immediato della linea di costa. Basti vedere a Sant’Alessio Siculo, dove hanno sudato 30 anni per affrontare il problema. Adesso bisogna disegnare la nuova viabilità a mare pensando a far funzionare quella a monte, ossia l’autostrada, collegandola con tutti i comuni: il lungomare deve diventare una passeggiata, non un’arteria per il traffico, utilizzando invece l’autostrada come tangenziale. È l’occasione per ripensare tutta la viabilità, abbiamo spostato la ferrovia a monte, adesso dobbiamo pensare di spostare anche il traffico, bisogna ragionare sul far funzionare l’autostrada come tangenziale con collegamenti nei centri abitati».
«È una polemica inutile, da deputato regionale non posso che affermare che i contributi dati ai Comuni per iniziative territoriali non sono mance e non sono risorse destinate alla lotta al dissesto idrogeologico, sono risorse prese dal bilancio della Regione e non fondi per investimenti. Per la lotta al dissesto e la tutela del territorio ci sono altre risorse per investimenti»













