Venerdì 30 Gennaio 2026
Il presidente della Regione a Furci Siculo esclude la possibilità di usare quelle risorse


Schifani: "L’ordine del giorno di Sud chiama Nord sul Ponte? Parliamo di cose serie…

di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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Schifani a Furci con Francilia e Salvini

Mostra di non aver subito il colpo il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, dopo l’ordine del giorno approvato nei giorni scorsi all’Assemblea regionale siciliana presentato dai deputati di Sud Chiama Nord, Cateno De Luca, Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto, che impegna il Governo regionale a procedere alla riprogrammazione di 5,3 miliardi di euro di risorse Fsc destinate come cofinanziamento regionale al Ponte sullo Stretto di Messina, per fronteggiare l’emergenza provocata dal ciclone “Harry” e dagli eventi calamitosi che hanno colpito Niscemi. Il documento, con il parere contrario del Governo, è stato approvato a voto segreto (su richiesta del Pd) con 32 voti favorevoli e 24 contrari, sancendo una chiara presa di posizione dell’Aula a favore della tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini colpiti dai recenti eventi calamitosi ma soprattutto il voto favorevole di parecchi deputati della maggioranza, visto che quelli di minoranza in aula erano 22, nonostante il governo avesse espresso voto contrario e il documento fosse sostenuto solo da Pd e M5S. «L’ordine del giorno di Sud chiama Nord? Parliamo di cose serie, per cortesia… non è un atto vincolante - ha detto oggi pomeriggio a Furci Siculo il governatore Schifani al giornalista che gli ha fatto notare quanto accaduto all’Ars e che c’è una maggioranza che ha votato quell’ordine del giorno - ma quale maggioranza… a voto segreto… la finisca» è stata la risposta del governatore, che ha dunque dribblato la questione.

«Ringrazio il ministro Salvini per la sua visita - ha poi proseguito il presidente della Regione - sull'emergenza ho sempre manifestato serenità riguardo al reperimento dei fondi, ci sono e ci saranno. E non occorrerà intaccare le somme destinate al Ponte sullo Stretto, per il semplice motivo che siamo in grado di risolvere questa emergenza con risorse nostre. Anche con quelle, ad esempio, dei Fondi di Sviluppo e Coesione che potremo stornare da interventi che non sarà più possibile realizzare nei tempi previsti. È fisiologico che accada, quindi sposteremo le coperture finanziarie sull'emergenza in atto ed eviteremo anche eventuali disimpegni. Stiamo facendo di tutto per azzerare la burocrazia, abbiamo adottato dei provvedimenti per erogare i primi contributi con semplicità estrema, con una perizia giurata asseverata. Abbiamo stanziato 90 milioni per far fronte alle prime emergenze, 23 dei quali come plafond al bando per ristori e attività commerciali sulle coste colpite dalle violente mareggiate, abbiamo esentato i titolari di concessioni demaniali marittime dal pagamento del canone e destinato fondi in aiuto ai settori danneggiati dell'agricoltura e della pesca. Ho istituito la Cabina di regia che si riunisce quasi tutti i giorni per semplificare al massimo e i poteri di commissario consentono già delle deroghe. La velocità è massima, faccio più il commissario che il governatore, la scommessa è il reperimento dei fondi e la velocizzazione».


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