Mercoledì 22 Luglio 2026
In Rianimazione al Policlinico in gravi condizioni. Fuori pericolo gli altri due feriti


Schianto sull'A18 a Itala, ricoverato in prognosi riservata l'autista rimasto incastrato

di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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Il ferito estratto dal camion

È ricoverato in prognosi riservata l’autista dell’autoarticolato rimasto ferito in modo grave ieri pomeriggio nell’incidente avvenuto sull’autostrada A18 Messina-Catania. L’uomo, il 37enne E. Y. di Patos (Albania), è arrivato al Policlinico di Messina con l’ambulanza del 118 con politraumi riportati nell’impatto e dopo essere stato sottoposto ad esami radiologici è stato trasferito nel reparto di Rianimazione. I medici monitorano costantemente il suo quadro clinico e per il momento non sciolgono la prognosi, vista la criticità della situazione. Gli altri due feriti sono gli addetti alla sorveglianza autostradale, un 61enne di Santa Teresa di Riva trasferito dal 118 all’ospedale Papardo e un 36enne messinese condotto al Policlinico, entrambi con politraumi ma con un quadro clinico meno grave. Erano da poco passate le 15 quando lungo la carreggiata in direzione Messina, al km 12,600 all'altezza di Itala, il grosso autoarticolato in transito condotto dal 37enne albanese ha colpito sulla fiancata sinistra un autocarro del servizio di sorveglianza stradale effettuata per il Consorzio autostrade siciliane, fermo in quel momento tra la corsia di emergenza e quella di marcia, e si è poi schiantato contro la parte posteriore di un tir che si trovava in panne pochi metri più avanti, a causa di un guasto. 

Sul sinistro è intervenuta in serata a senatrice Dafne Musolino, vicecapogruppo al Senato di Italia Viva-Casa Riformista: «Il grave incidente avvenuto sulla A18, che ha visto coinvolti due addetti alla manutenzione del Consorzio Autostrade Siciliane e il conducente di un tir, pone con forza l'attenzione sulle condizioni di sicurezza con le quali si opera sulla nostra rete autostradale - ha affermato la parlamentare messinese - l’A18 è ormai una vera e propria trappola mortale tra deviazioni continue, interruzioni e un sovraccarico di mezzi pesanti a tutte le ore del giorno e della notte. Spesso le maestranze del Cas sono costrette a operare sulla carreggiata con misure di protezione scarse o del tutto insufficienti. È intollerabile rischiare la vita per fare il proprio dovere o semplicemente per transitare su un'infrastruttura pubblica. Chi risponde oggi della sicurezza degli operai e degli automobilisti? Pretendiamo chiarezza e un'immediata assunzione di responsabilità da parte di chi gestisce la rete».


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