Savoca, tagliata l'assistenza agli alunni disabili. Famiglie in allarme: "Diritto negato"
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
268 Lettori unici
In totale sono 12 gli alunni da assistere
La Costituzione italiana e le leggi tutelano l’uguaglianza e l’inclusione, impedendo che vincoli economici o amministrativi limitino i diritti fondamentali delle persone con disabilità. Ma spesso tutto ciò rimane solo sulla carta. A Savoca, per oltre dieci famiglie con figli diversamente abili, il diritto all’inclusione scolastica e la qualità del percorso educativo rischiano di essere compromessi per i tagli al servizio di Assistenza all’autonomia e alla comunicazione (Asacom), decisi dal Comune per l’anno scolastico appena iniziato. La giunta, su proposta della vicesindaca con delega ai Servizi sociali, Carmela Miuccio, ha infatti stabilito un monte ore massimo a causa dell’assenza di risorse economiche sufficienti a soddisfare tutte le ore e ha deciso di garantire una copertura indicativa di circa il 39,86% delle ore richieste per i casi di cui all’art. 3 c. 3 della Legge 104/1992 (disabilità grave) e del 20% delle ore richieste per i casi di art. 3 c. 1, assicurando per i casi rientranti nel comma 3 una maggiore intensità assistenziale. L’ente ha a disposizione solo 17.000 euro, di cui 6.040 euro assegnati dal Distretto socio-sanitario di Taormina per tutto l’anno scolastico e 10.960 euro garantiti dal bilancio comunale: fondi che l’Amministrazione ha deciso di utilizzare per garantire il servizio dal 28 settembre al 22 dicembre. Una scelta che ha innescato le proteste dei genitori, che si sono visti ridurre drasticamente le ore di assistenza scolastica per i propri figli: un alunno per il quale il Piano educativo individualizzato (Pei) prevede la presenza dell’assistente per 27 ore, ad esempio, ne avrebbe garantite solo 11. E anche gli altri casi subiscono tagli drastici sulle ore di assistenza in classe. Alcune famiglie, dopo una riunione dai toni accessi con l’amministrazione comunale, si sono rivolte ad un legale, che ha diffidato il Comune di Savoca ad adottare ogni misura funzionale all’immediata attivazione del servizio con garanzia di esecuzione nei termini stabiliti dal Pei, evidenziando che non vi è alcuna possibilità per l’Ente di sottrarsi all’obbligo di garantire l’assistenza Asacom per l’intero monte ore, allo scopo di evitare danni e discriminazioni. Il legale ha fatto presente che il quadro di sostegno ai minori invalidi previsto dalla legislazione non costituisce un “privilegio” o una misura aggiuntiva rispetto alla normale attività didattica, bensì costituisce un meccanismo minimo di ausilio per ridurre il gap dovuto all’invalidità. In quanto tale, non può essere oggetto di valutazione discrezionale “politica” commisurata a scelte di spesa pubblica ma si tratta di una spesa vincolata per l’Ente, non potendosi riversare sui disabili minori l’acquisizione o meno di finanziamenti esterni. «Per esigenze di bilancio non riusciamo a garantire tutte le ore - spiega il sindaco Massimo Stracuzzi - abbiamo un fabbisogno di 12 studenti per un totale di 223 ore settimanali e dai nostri calcoli servirebbero quasi 15.000 euro al mese. Fino allo scorso anno scolastico abbiamo garantito tutte le ore richieste nei Piani educativi individualizzati, impegnando 120.000 euro di fondi comunali a fronte di soli 13.000 euro erogati dal Distretto socio-sanitario, riducendo tutte le altre spese. Inoltre copriamo interamente i costi di mensa, trasporto scuolabus e micronido e per un piccolo ente come il nostro non è facile. A gennaio, con il nuovo bilancio - prosegue Stracuzzi - valuteremo la nuova programmazione. La Regione eroga pochi fondi ai Distretti e ho chiesto un appuntamento per discuterne con l’Assessorato regionale e una convocazione urgente del tavolo dei sindaci del Distretto socio-sanitario perchè è un problema comune anche agli altri centri e la situazione non può reggere ulteriormente». Il Comune di Savoca ritiene che non possa essere rimessa esclusivamente al singolo ente locale la soluzione della sproporzione tra il monte ore assistenziale risultante dai Pei e le risorse finanziare assegnate e sia necessario bisogna valutare l’assunzione di una posizione unitaria del Comitato dei sindaci nei confronti della Regione, rappresentando il divario tra fabbisogno assistenziale e risorse effettivamente disponibili. Il sindaco ha chiesto al Distretto D32 la definizione di indirizzi condivisi sulle modalità di programmazione ed erogazione del servizio in presenza di risorse insufficienti rispetto al fabbisogno risultante dai Piani educativi individualizzati, partendo dal quantificare, per ciascun Comune, il numero degli alunni interessati e il monte ore settimanale Asacom complessivamente risultante dai Pei; confrontare il monte ore richiesto con le risorse assegnate dal Distretto e con le ore concretamente finanziabili e verificare il rapporto tra numero degli utenti, condizioni di gravità, monte ore previsto dai Pei e finanziamento assegnato.













