Savoca tagliata in due dalla frana: residenti e operatori dicono basta, partono i lavori
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Residenti e operatori davanti al cantiere
Da quattro mesi e mezzo la loro vita è cambiata e con il passare dei giorni i disagi sono aumentati, con ripercussioni economiche e sociali che rischiano di far aumentare lo spopolamento. Residenti e titolari di attività commerciali e ricettive del centro storico di Savoca sono stanchi di dover convivere con la frana che il 17 marzo ha tagliato in due la via Pentefur, strada che conduce alla chiesa madre e ai quartieri Pentefur, San Giovanni e San Rocco. Così si sono radunati in piazza per manifestare il loro disappunto e le difficoltà a cui sono costretti dal giorno del crollo, con l’unica alternativa rappresentata dalla stretta via San Michele, dove a stento transita un’auto. I lavori per eliminare le condizioni di pericolo e ripristinare la viabilità, finanziati alla Regione con 300.000 euro, sono stati affidati e avviati venerdì e dureranno due mesi, ma si punta ad eseguire i primi interventi di pulizia del costone per liberare la strada dal masso e dalla terra, così da mettere in sicurezza e riaprire parzialmente la strada per consentire il passaggio di mezzi e persone. «Siamo conosciuti nel mondo come uno dei borghi più belli d’Italia ma per essere tale deve essere abitato e vissuto e chi oggi lo fa è un eroe - evidenzia l’artista Enico Salemi, cultore di storia locale ed ex assessore - ci aspettavamo maggiore considerazione, chi aveva la seconda casa è andato via, ci sono case in costruzione con i lavori bloccati e il mercato immobiliare è crollato». I titolari di bed and breakfast hanno difficoltà a far arrivare i clienti e c’è chi ha preferito chiudere: «C’è stato un calo del 50-60% di presenze - lamenta Vittorio Moschella, titolare di un resort a San Rocco - anche per l’impossibilità di arrivare in auto alla struttura, così come problemi per i fornitori e i manutentori». Da metà maggio il Comune ha messo a disposizione una piccola navetta elettrica per agevolare la popolazione e adesso i residenti chiedono di estendere l’orario del servizio anche alle ore serali: «Il mezzo ha aiutato ma non ha risolto il problema - commenta un residente, Natale Rigano - la nostra non è una protesta ma una manifestazione di disagio, chiediamo maggiore comunicazione: bene l’inizio dei lavori ma sono passati cinque mesi, siamo venti persone e sarebbe bastata una telefonata ciascuno per aggiornarci». «Volevamo maggiore trasparenza - dice Andrea Morabito, che nella frana ha perso il furgone della propria attività rimasto schiacciato, mentre un dipendente e una familiare erano transitati da lì solo pochi tanti prima del crollo - ci è stato annunciato l’arrivo dei fondi, poi più nulla». Il contributo della Regione e l’iter procedurale Il commento dell’Amministrazione comunale
Il 24 aprile il Dipartimento regionale Protezione civile ha comunicato la disponibilità a concedere al Comune un contributo di 300.000, somma poi impegnata formalmente il 20 maggio; il 18 giugno il Comune ha affidato la redazione dello studio geologico e la direzione operativa, indagini geognostiche e rilievo geostrutturale alla geologa Stefania Nitopi e la progettazione esecutiva, il coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione e la direzione lavori all’ingegnere Massimo Abate; il 20 luglio si è conclusa con esito favorevole la conferenza dei servizi con il rilascio dei pareri con prescrizioni di Genio civile, Autorità di Bacino, Soprintendenza e Ispettorato ripartimentale delle Foreste e lo stesso giorno la giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo dei primi interventi finalizzati ad eliminare le condizioni di pericolo e ripristinare la piena fruibilità della viabilità, per una spesa complessiva di 300.000 euro, di cui 146.120 euro per lavori, 3.874 euro per oneri della sicurezza e 143.444 euro per somme a disposizione. Il 31 luglio è stata siglata la determina di affidamento dei lavori all’impresa “Ever Green Srl” di Messina, per un costo di 133.439 euro di cui 129.565 euro per lavori al netto del ribasso dell’11,13% e 3.874 euro. Lo stesso giorno è stato aperto il cantiere e la chiusura è prevista per l 29 settembre.
«Si tratta di un risultato concreto, raggiunto al termine di un intenso lavoro amministrativo e tecnico svolto in costante raccordo con gli enti competenti - spiega il sindaco Massimo Stracuzzi - finalizzato ad avviare nel più breve tempo possibile gli interventi necessari per garantire la sicurezza dell’area. È doveroso chiarire che l'intervento in corso rappresenta esclusivamente la prima fase dell'azione complessiva, necessaria per eliminare le condizioni di immediato pericolo e consentire di operare in condizioni di sicurezza. Non si tratta, quindi, dell'opera definitiva. Parallelamente, infatti, l'Amministrazione comunale sta portando avanti la progettazione dell'intervento strutturale di consolidamento dell'intero versante, indispensabile per risolvere in maniera permanente le criticità e restituire piena stabilità all'area. Un obiettivo sul quale il Comune continuerà a lavorare con assoluta determinazione fino al reperimento delle risorse necessarie e alla realizzazione dell’opera. L'iter progettuale che ha portato all'avvio del cantiere è stato particolarmente complesso - prosegue il sindaco - la presenza, nella parte sommitale del versante, di edifici pubblici ha imposto un livello di approfondimento tecnico ben superiore a quello ordinariamente richiesto, rendendo necessarie specifiche indagini geologiche, geotecniche e verifiche dell'intero pendio. Ogni scelta progettuale è stata assunta con un unico obiettivo: garantire la massima sicurezza delle persone, tutelare gli edifici esistenti e realizzare un intervento tecnicamente solido e pienamente affidabile, condiviso e autorizzato dagli Enti preposti. In una situazione di tale delicatezza non erano ammissibili scorciatoie o soluzioni approssimative. L'avvio dei lavori rappresenta una risposta concreta che la comunità attendeva da tempo, fin dal primo momento abbiamo seguito questa emergenza con il massimo impegno, affrontando un percorso tecnico e amministrativo complesso che richiedeva rigore, competenza e responsabilità. Oggi inizia la fase di messa in sicurezza, fondamentale per la tutela dell'area, ma il nostro lavoro non si ferma qui. Continueremo con determinazione il percorso già avviato per arrivare al consolidamento definitivo del versante, unica soluzione capace di restituire stabilità e sicurezza permanenti al nostro centro storico». Stracuzzi annuncia che «l’Amministrazione comunale continuerà a seguire quotidianamente l'evoluzione del cantiere, mantenendo un costante confronto con tutti i soggetti coinvolti e informando puntualmente la cittadinanza sullo stato di avanzamento dei lavori e sulle attività relative al progetto definitivo di consolidamento. La sicurezza dei cittadini e la tutela del patrimonio di Savoca continueranno a rappresentare una priorità assoluta dell'azione amministrativa».













