Lunedì 20 Aprile 2026
Chiesto l'annullamento della delibera di presa d'atto approvata dal Consiglio comunale


Savoca, il Piano regolatore generale non piace a tutti: presentati quattro ricorsi al Tar

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Il centro storico savocese

Non piace a tutti il nuovo Piano regolatore generale di Savoca. Al Tar di Catania, infatti, sono stati depositati quattro ricorsi amministrativi per bloccarlo. A costituirsi sono stati i cittadini Pietro Fleres, Sebastiano Sterrantino, Santo Trimarchi e Sebastiano Finocchio, proprietari di terreni o fabbricati, assistiti dagli avvocati Roberto Alecci e Letterio Donato, che chiedono ai giudici di impugnare due delibere di Consiglio comunale del 26 gennaio scorso. Con la prima è stata approvata la presa d’atto delle modifiche agli elaborati del Prg, adottato dal commissario ad acta nel 2019 e già efficace ed esecutivo in base alla Legge urbanistica regionale del 2020, apportate secondo il parere della valutazione ambientale strategica rilasciato dalla Regione e degli altri pareri espressi degli enti competenti; la seconda, invece, riguarda l’approvazione del regolamento edilizio. I ricorrenti sollevano diverse contestazioni, in particolare la mancata astensione dei consiglieri comunali di maggioranza dalla votazione della delibera di presa d’atto, ritenendo che si trovassero in condizioni di incompatibilità in quanto il Piano regolatore ha stabilito nuove destinazioni urbanistiche per terreni di proprietà di loro familiari e dunque si sarebbero dovuti astenere per la presenza di interessi. Contestati anche il rigetto delle osservazioni (su 50 presentate dai cittadini nel 2020, 25 sono state accolte, 9 parzialmente accolte e 16 non accolte dopo essere state riviste dal progettista, alla luce del parere Vas del 2023, dopo un primo esame del 2021) e altri profili ritenuti anomali. 

Il Tar ha fissato l’udienza di merito per il 10 settembre e il Comune di Savoca ha affidato l’incarico per costituirsi in giudizio all’avvocato Antonio Saitta di Messina, che ha chiesto un compenso di 17.343 euro per la difesa nei quattro ricorsi, applicando alla parcella valori minimi e un abbattimento del 30%. Nella seduta del 26 gennaio, nel corso della quale sono state approvate le due delibere contestate, si sono astenuti dal partecipare alla discussione e alla votazione i consiglieri di minoranza Giuseppe Muscolino, Adele Trimarchi, Giuseppe Meesa e l’indipendente Cristina Sterrantino, dichiarando di trovarsi in situazione di incompatibilità. La maggioranza, invece, non ha ritenuto vi fossero problemi del genere in quanto si trattava di una deliberazione di presa d’atto di natura ricognitiva del Piano regolatore generale e non di un’approvazione, con i consiglieri non più chiamati ad assumere decisioni in merito alle destinazioni urbanistiche ma esclusivamente a prendere atto dell'efficacia ed esecutività dello strumento urbanistico.


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