Mercoledì 28 Gennaio 2026
Il Consiglio prende atto dopo l'ok del 2019. In quattro si dichiarano incompatibili


Savoca ha il Piano regolatore dopo 35 anni: «Momento storico che cambia il futuro"

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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La seduta consiliare: banchi vuoti in minoranza

Otto amministrazioni, quattro sindaci, 35 anni di attesa per mandare in soffitta il vecchio Programma di Fabbricazione del 1977. Ora l’obiettivo è stato raggiunto. Il Consiglio comunale di Savoca ha preso atto dell’adozione del Piano regolatore generale, deliberata dal commissario ad acta il 5 novembre 2019 in sostituzione dei consiglieri che si dichiararono incompatibili, approvando la delibera che dà conto dell’avvenuto apporto agli elaborati delle modifiche e delle correzioni discendenti dalle prescrizioni del parere Vas, dei piani sovraordinati e dei pareri degli enti competenti, oltre alla decisione sulle osservazioni-opposizioni, a seguito della divenuta efficacia ed esecutività dello strumento urbanistico. Il via libera è arrivato con i sei voti dei consiglieri di maggioranza, mentre i tre consiglieri di minoranza e l’indipendente Cristina Sterrantino hanno dichiarato di trovarsi in una condizione di incompatibilità-conflitto di interessi, ai sensi dell’art. 78 del Tuel (i tre di opposizione specificando di essere proprietari di particelle catastali in aree oggetto della nuova pianificazione urbanistica) e si sono astenuti dal partecipare alla discussione e alla votazione. Gli altri sei consiglieri, invece, non hanno ritenuto di presentare dichiarazioni di incompatibilità. In Consiglio sono intervenuti la responsabile dell’Area Tecnica, l’architetto Angela Muscolino, e il progettista del Prg, l’architetto Gaetano Scarcella, per relazionare sull’iter seguito e sulla conclusione dell’istruttoria. Rispetto alle 51 osservazioni presentate dai cittadini nel 2020, 34 sono state accolte o parzialmente accolte e 23 respinte dopo essere state esaminate dal progettista: i dettagli verranno pubblicati nei prossimi giorni dal Comune.

«Erano gli Anni ‘90 quando a Savoca si iniziò a parlare di Piano regolatore generale - ha detto il sindaco Massimo Stracuzzi - abbiamo desiderato questo obiettivo e finalmente il momento è arrivato. Savoca compie oggi un passo storico: dopo oltre trent’anni di attesa, il nostro Comune si dota di uno strumento urbanistico moderno, organico e coerente. È una giornata che segna la fine di una lunga fase di immobilismo e l’inizio di una nuova stagione di programmazione e sviluppo. Un atto fondamentale di governo del territorio, propedeutico alla programmazione degli interventi pubblici e privati, all’accesso a misure di finanziamento e alla definizione di politiche di sviluppo coerenti con le caratteristiche ambientali, paesaggistiche e socio-economiche del Comune». Il sindaco ha ringraziato tutti i tecnici che negli anni si sono susseguiti e i professionisti esterni incaricati dal Comune. «Da architetto - ha proseguito Stracuzzi - considero questo Piano non come un punto di arrivo, ma come uno strumento di visione: un progetto di futuro che tutela l’identità storica e paesaggistica di Savoca, valorizza il patrimonio edilizio esistente, limita il consumo di suolo e orienta la crescita secondo criteri di sostenibilità, sicurezza e qualità urbana. È stato necessario rivedere alcune valutazioni sulle osservazioni ritenute in prima analisi potenzialmente “accoglibili”, alla luce del parere della Commissione tecnica-specialistica con cui si richiedeva la riduzione quantitativa delle aree di espansione delle cubature (per evitare un sovradimensionamento del piano) e in relazione al tema del contenimento del consumo di suolo e della permeabilità dei terreni, sono stati ridotti gli indici di cubatura e le osservazioni che ne prevedevano un aumento non sono state accolte. L’iter è stato trasparente. Savoca può stare tranquilla per almeno dieci anni, questo Prg permetterà agli investitori di operare sul territorio, alle imprese di lavorare facendo girare l’economia e al Comune di ottenere benefici di bilancio». Tra gli aspetti di maggior interesse del Prg, il recepimento delle leggi che consentono la cosiddetta perequazione urbanistica e il trasferimento di cubatura tra zone omogenee del territorio comunale. Adesso sarà necessaria una variante generale per le nuove esigenze del territorio, come la nuova pista di atletica prevista su area agricola dove va cambiata la destinazione per fini sportivi. «I consiglieri che l’hanno votato favorevolmente hanno dimostrato serietà e senso di responsabilità - ha concluso Massimo Stracuzzi - chi non c’è stato o creerà ostruzionismo ne risponderà direttamente al popolo savocese, alzarsi e andare via è stato un gesto vile, tutti i consiglieri avrebbero dovuto approvare il Prg all’unanimità, assumendosi le proprie responsabilità». 

Per il capogruppo di maggioranza, Sergio Trimarchi, il Piano regolatore di Savoca «contiene al proprio interno delle innovazioni finalizzate a tutelare e salvaguardare il nostro territorio nel difficile fine di promuovere una crescita e una valorizzazione dello stesso in armonia con le sue peculiarità, punti di forza e fragilità. Una presa d’atto, quella del Consiglio comunale, di natura ricognitiva e non di approvazione - ha sottolineato Trimarchi - già avvenuta nel 2019 e dunque non sussistono, in capo ai singoli consiglieri comunali chiamati ad approvare la deliberazione di presa d’atto, ipotesi di incompatibilità, non essendo ravvisabile alcun margine di discrezionalità nelle scelte da assumere. Colpisce e preoccupa, in uno giorno storico - ha proseguito - l’assenza di alcuni consiglieri proprio nel momento in cui il Consiglio è chiamato a una semplice e doverosa presa d’atto dell’efficacia del Prg. Un’assenza che appare ancora più strumentale se accompagnata, fuori dall’aula, dal sollevare presunte questioni di incompatibilità che non trovano alcun fondamento giuridico, trattandosi di un atto privo di discrezionalità politica e decisionale. O, peggio ancora, a sollevare dubbi sul percorso tecnico-giuridico tenuto nell’iter di approvazione dello stesso sostenendo da un lato errori non riscontrati e dall’altro di non aver ricevuto atti che sono stati messi tutti con trasparenza a disposizione dei consiglieri comunali più di 30 giorni fa. Chi sceglie di non assumersi la responsabilità di partecipare alla deliberazione alimentando dubbi infondati, dimostra di anteporre la polemica politica e/o interessi personali al bene della propria comunità. È un modo di fare che non contribuisce alla chiarezza, non rafforza le istituzioni e non rende un buon servizio ai cittadini, soprattutto su un tema strategico e sensibile come la conclusione dell’iter del Piano regolatore». Anche Trimarchi ha ringraziato tutti i tecnici che hanno lavorato negli anni allo strumento urbanistico: «Il gruppo di maggioranza vota favorevolmente perchè siamo consapevoli di essere compatibili, della correttezza del percorso svolto nell’iter di approvazione dello stesso, del lavoro svolto in questi anni per dare alla nostra comunità una prospettiva di futuro resilente e sostenibile e perchè siamo consapevoli che la conclusione di tale iter inciderà positivamente sul nostro bene comune che coincide con il benessere della nostra comunità».


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