Sant’Alessio dimentica Carmelo Duro, Archeoclub lo ricorda a Roccafiorita
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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La consegna del riconoscimento a Mosca
«Ci sono due date che la nostra Amministrazione comunale si impegna a non dimenticare più: il 31 luglio per Carmelo Duro e l’1 agosto per Onofrio Zappalà». Parole pronunciate il 31 luglio dello scorso anno dall’assessore alla Cultura di Sant’Alessio Siculo, Saro Trischitta, durante la consegna di un omaggio a Patrizia Duro, figlia di Carmelo, nel corso di una serata-omaggio per il giornalista e scrittore alessese, scomparso nel 2014, nel giorno del suo compleanno. Ma appena un anno dopo l’Amministrazione comunale ha evidentemente dimenticato la promessa, visto che nel calendario degli appuntamenti estivi 2026 stilato dall’assessore Trischitta non è stato dedicato alcuno spazio a Carmelo Duro e il 31 luglio si è tenuto lo street food. Ma ci ha pensato Archeoclub Area Jonica Messina, nel corso di “Kalfaracconta” a Roccafiorita, la rassegna letteraria giunta all’ottava edizione e organizzata insieme al Comune, con la collaborazione dell’Osservatorio dei Beni Culturali dell’Unione del Comuni, del Mu.Ma (Museo Madonna dell’Aiuto) e quest’anno anche del Cinit-Cineforum Italiano e dell’associazione “Valle d’Agrò-Carmelo Duro”. L’evento si è tenuto in piazza XX Settembre e ha subito preso il via con una novità: l’istituzione di un riconoscimento dedicato a Carmelo Duro e Pino Chillemi (scomparso lo scorso dicembre) che Archeoclub, presieduta da Ketty Tamà, intende conferire ai nuovi testi che si occupano di storia del territorio. Quest’anno è stato scelto “Kallidoron” di Salvatore Mosca, responsabile Arte di Archeoclub Area Jonica Messina, il quale si è detto «onorato di ricevere questo riconoscimento, dedicato a due personaggi che tanto si sono spesi per la cultura del territorio e che hanno avuto sempre una visione comprensoriale, mai campanilistica». Il suo testo parla “dell’insediamento, le chiese e l’arte di Gallodoro” e del territorio di riferimento ed è stato presentato dal prof. Giuseppe Campagna, il quale ha evidenziato il respiro storico e la suggestività dei riferimenti artistici contenuti nel testo “nel descrivere un territorio ricco di opere d’arte, primo fra tutti il Gonfalone Antonelliano”. Ha consegnato il premio Sergio Scivolone, presidente dell’associazione Val d’Agrò-Carmelo Duro, il quale ha palesato l’entusiasmo e l’orgoglio di poter continuare l’opera di Carmelo Duro, oltre che di Pino Chillemi.













