Sant’Alessio, Comune promosso (non a pieni voti) ma "rimandato" dalla Corte dei conti
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Il municipio è sotto il controllo della Corte dei conti
Promosso (non a pieni voti) ma “rimandato” in alcune… materie. È la pagella stilata dalla Corte dei conti sul Comune di Sant’Alessio Siculo, al termine dell’analisi dei risultati conseguiti con il Piano di riequilibrio finanziario 2016-2025, approvato dal Consiglio comunale nel 2017 per ripianare 2.482.275 euro di debiti. La disamina della Sezione regionale di controllo prende in esame le risultanze contabili al termine dell’esercizio 2024 e gli andamenti finanziari rilevabili al termine del primo semestre dell’esercizio 2025. I giudici hanno accertato «il raggiungimento degli obiettivi intermedi previsti nel Piano di riequilibrio finanziario» e hanno raccomandato all’ente «di proseguire nella rigorosa attuazione del Piano di riequilibrio e di assumere misure adeguate al superamento delle criticità indicate, tenendo conto delle osservazioni formulate». Il revisore dei conti è stato invitato «a svolgere una attenta attività di monitoraggio e vigilanza in vista della imminente chiusura del Piano, tenendo conto delle osservazioni». Tra le criticità l’impossibilità di distinguere la quota di entrate riconducibile all’attività di contrasto all’evasione da quella proveniente dalla gestione ordinaria, rilevando che «l’ente non riesce ancora a gestire in modo efficace e tempestivo le proprie entrate, con particolare riguardo al ciclo di fatturazione del servizio idrico e del servizio rifiuti» e che «il rinvio dell’accertamento delle entrate proprie comporta inevitabilmente un corrispondente ritardo nelle attività di riscossione». L’obiettivo di incremento delle entrate viene comunque ritenuto raggiunto, così come per la spesa corrente viene riconosciuto un ridimensionamento «pur senza rispettare in pieno la dinamica di “costante decremento». La disamina condotta sulla base dei dati trasmessi dall’ente «restituisce un quadro - si legge nella pronuncia - nel quale è possibile constatare, per un verso, il sostanziale rispetto della programmazione di riequilibrio pluriennale e, per altro verso, la mancata sopravvenienza di nuovi o ulteriori fattori di criticità tali da pregiudicare il percorso di risanamento intrapreso e di deteriorare o compromettere la situazione finanziaria complessiva del Comune». La Corte dei conti sottolinea un aspetto importante, ossia che «al momento dell’approvazione del Piano l’ente aveva già provveduto al pagamento integrale delle passività per 782.275 euro» e rimanevano da pagare solo le somme per contenzioso pari a 170.000 euro e le passività potenziali relative a spese di investimento quantificate in 1.530.000 euro. Il contenzioso nel frattempo è salito a 306.787 euro (dato al 29 ottobre 2025) con un accantonamento al 31 dicembre 2024 per 534.229 euro ritenuto congruo, mentre per le passività potenziali (incarichi esterni di progettazione), ridottesi già in fase iniziale a 868.305 euro, l’importo aggiornato è di 788.029 euro e risulta interamente accantonato, visto che nel risultato di amministrazione al 31 dicembre 2024 vi è un accantonamento per 793.128 euro. Dunque la misura prevista dal Piano appare conseguita. Emergono debiti fuori bilancio per 921.861 euro, di cui 4.791 euro risulterebbero riconosciuti, 19.665 euro da finanziare nel bilancio di previsione 2025-2027 e 837.405 euro che troverebbero copertura finanziaria tra gli accantonamenti: sul punto la Corte dei conti rileva «la continua insorgenza di debiti fuori bilancio riconducibili all’acquisizione di beni e servizi». In conclusione «non mancano punti sui quali è doveroso richiamare l’attenzione dell’ente e meritevoli comunque di maggiori approfondimenti e verifiche (da espletare nei successivi cicli di controllo), come quelli concernenti la capacità di riscossione delle entrate sia in conto competenza che in conto residui, la gestione del ciclo di fatturazione del servizio idrico e del servizio rifiuti, le modalità di contabilizzazione delle entrate derivanti dalla lotta all’evasione, la continua insorgenza di debiti fuori bilancio riconducibili all’acquisizione di beni e servizi e l’esclusione di determinati aggregati dal computo del Fondo crediti dubbia esigibilità».













