Sant'Alessio, approvato il Piano spiaggia aspettando... la spiaggia. Polemiche in aula
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Servono interventi di ripascimento
«Prima di decidere dove mettere gli ombrelloni, dovremmo avere la sabbia sotto i piedi». Le parole della capogruppo di minoranza Tina Cannavò, astenutasi con il collega Giuseppe Riggio, riassumono il clima vissuto in Consiglio comunale a Sant’Alessio Siculo durante la discussione sul Piano di utilizzo del demanio marittimo, adottato con cinque voti favorevoli della maggioranza (assente Giovanni Saccà, così come Cristina Triolo in minoranza) per essere inviato alla Regione per l’approvazione finale. Uno strumento per pianificare l’utilizzo del lungomare ma soprattutto della spiaggia, che però in buona parte non c’è più. L’aula ha dato il via libera agli elaborati redatti dall’ingegnere Giuseppe Lo Po’, professionista esterno incaricato nel 2024, adottato dalla Giunta due anni fa e poi inviato a maggio 2025 alla Regione per la pre-valutazione di conformità. Le cartografie fanno riferimento allo stato della costa al 31 dicembre 2023, ma da allora tutto è cambiato soprattutto dopo il ciclone Harry dello scorso gennaio, che ha inghiottito buona parte della spiaggia, rimasta più estesa solo a sud. «Non è possibile discutere su cosa realizzare su un’area che non c’è - ha contestato Riggio, che ha presentato una pregiudiziale (bocciata) chiedendo di rinviare la discussione e far ripartire l’iter - il Pudm andava redatto dall’Ufficio tecnico e di conseguenza gli atti sono nulli, questo è un colpo di mano attuato senza coinvolgere cittadini, associazioni, commercianti e imprenditori, ai quali il Pudm è stato nascosto». Forti perplessità sono state espresse anche da Cannavò, secondo cui il Piano spiaggia è arrivato in Consiglio senza un reale e diffuso percorso di partecipazione: «Il mare non appartiene alla Giunta e al Consiglio ma è un bene della collettività - ha sottolineato - viene davvero garantito il giusto equilibrio tra concessioni private e spiagge libere? Si tutela davvero l’ambiente? È uno strumento decontestualizzato dalla realtà drammatica della nostre comunità, un atto intempestivo e non prioritario». Il presidente del Consiglio, Natale Ferlito, ha spiegato che si tratta di una programmazione per il futuro e che il Comune ha l’interesse a ripristinare la spiaggia con il ripascimento, così come il sindaco Domenico Aliberti ha annunciato che una parte dell’avanzo di amministrazione libero del bilancio sarà utilizzata per un ulteriore ripascimento e ci sono contatti con l’Autorità di Bacino per due interventi da 1,8 e 2 milioni di euro. «Questa Amministrazione e la prossima - ha assicurato - si attiveranno per la ricostruzione del litorale». Il Pudm alessese prende in considerazione 3.150 metri di costa, compreso il Capo, con 1.100 metri non accessibili e 2.050 accessibili, di cui 1.030 metri per la libera fruizione e 1.020 mq che possono essere dati in concessione. In totale le superfici si estendono per 84.605 mq, di cui 69.325 mq di spiaggia e 15.280 mq di lungomare. Le aree in concessione possono avere una superficie massima di 5.000 mq, con un fronte mare massimo di 100 metri e una distanza tra una concessione e l’altra di almeno 25 metri. Previste 5 aree per stabilimenti balneari e 9 aree attrezzate per la balneazione, un’area giochi, un’area per pesca sportiva h24 in prossimità della foce del torrente Agrò, un’area per animali d’affezione, un’area per alaggio e rimessaggio barche e un’area per pratiche sportive. Sul lungomare previsti cinque punti di ristoro e un’area per attività commerciali. Ma non mancano numeri e previsioni discordanti negli elaborati allegati alla delibera. Ad esempio a differenza della relazione tecnica, le Norme tecniche di attuazione prevedono 3 aree per stabilimenti balneari con superficie massima concedibile di 1.320 mq in prossimità di un’area già in concessione e 2 aree attrezzate per la balneazione della superficie massima concedibile di 960 e 656 mq.













