Santa Teresa, sul lungomare ricostruito spuntano lesioni e cedimenti della strada - FOTO
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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La lunga lesione con il cedimento
Sarà anche un intervento provvisorio, realizzato in attesa che si trovino i fondi per il ripristino delle strutture originarie, ma il risultato sta già facendo discutere. A Santa Teresa di Riva la ricostruzione del tratto di lungomare crollato un anno fa a causa della mareggiata, completata a fine giugno con la riapertura dell’intera careggiata, fa registrare un imprevisto che si manifesta a pochi mesi dalla conclusione dei lavori. Da qualche settimana, infatti, sulla sede stradale sono apparse lesioni lungo tutto il tratto da 150 metri all’estremità sud della litoranea, generate da un cedimento del terreno ripristinato in seguito alla voragine che si è aperta nella notte tra il 17 e il 18 gennaio 2025. Lesioni, accompagnate da un cedimento manifestatosi con un “solco” tra la corsia di marcia e gli stalli di parcheggio lato mare, che non indicano un nuovo crollo o un dissesto, ma manifestano un assestamento del terreno legato ad un’insufficiente costipamento dello stesso, ossia quell’operazione di riassetto con la quale ne viene aumentata la compattezza riducendo il volume degli spazi vuoti, con l’obiettivo di migliorarne le caratteristiche meccaniche ai fini della riduzione della compressibilità (e quindi dei cedimenti) e l’incremento della resistenza. Un inconveniente legato alla circostanza che l’asfalto è stato posato a distanza ravvicinata dall’esecuzione del costipamento del terreno, che visti i risultati aveva evidentemente la necessità di subire interventi di riassetto anche nei mesi successivi per aumentarne la compattezza ed evitare successivi cedimenti. Il riempimento del vuoto provocato dall’azione di sifonamento creata dal mare è avvenuto con pietrame, calcestruzzo e rete elettrosaldata, fino alla creazione della fondazione stradale in misto cementato per il completo ripristino della carreggiata: il cedimento, dunque, interessa lo strato superficiale e non c’è da temere per la tenuta della sede stradale. L’avvallamento, però, incrementato probabilmente anche dal transito quotidiano di centinaia di mezzi pesanti impegnati nel lavori del raddoppio ferroviario, si percepisce nettamente transitando in auto e ancor di più in scooter e bicicletta, con il rischio che i conducenti dei mezzi a due ruote possano perdere l’equilibrio e cadere. Un intervento di ripristino, dopo oltre sei mesi in cui il terreno si è assestato, potrebbe dunque eliminare il problema e garantire maggiore sicurezza per la circolazione. Intanto la Regione ha chiuso l’operazione e il 31 dicembre il Dipartimento regionale di Protezione civile, che aveva stanziato inizialmente 740.000 euro, di cui 499.827 euro per lavori e 240.522 euro per somme a disposizione, ha liquidato la somma di 622.413 euro al Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico, di cui 590.380 euro per le opere affidate al Consorzio “Ciro Menotti”di Ravenna e 32.033 euro per l’incarico di direzione lavori all’ing. Francesco Crinò di Furci Siculo.












