Santa Teresa senza un Prg, i cittadini chiedono di cambiare il destino dei loro terreni
di Andrea Rifatto | 16/11/2025 | ATTUALITÀ
di Andrea Rifatto | 16/11/2025 | ATTUALITÀ
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Tutto è basato ancora sul PdF del 1979
I tempi per l’approvazione del nuovo Piano urbanistico generale di Santa Teresa di Riva, la cui redazione è stata avviata in questi mesi, saranno ancora lunghi. Così ci sono cittadini, proprietari di aree che da decenni sono bloccate secondo quanto previsto nel vecchio Programma di Fabbricazione del 1979, che decidono di agire per modificare le sorti dei loro terreni. Sono già due negli ultimi tempi i casi di proprietari che si sono rivolti al Comune per chiedere la riassegnazione di una nuova destinazione urbanistica alla propria porzione di terreno, assoggettata ad un vincolo espropriativo ormai decaduto il 31 dicembre 1993. L’assenza da trent’anni a questa parte di uno strumento urbanistico ha lasciato le aree nel limbo, impedendo di edificare o comunque utilizzarle, ma adesso l’ente sarà chiamato ad esprimersi e dovrà decidere se rinnovare quei vincoli o assegnare una nuova destinazione. La prima istanza è stata presentata da un cittadino proprietario di un’area da 38 metri quadrati in via Manzoni, con destinazione F2 (attrezzature pubbliche) e un vincolo espropriativo immaginato allora per l’eventuale allargamento della strada, oggi impossibile da realizzare. Dopo aver vinto un ricorso al Tar, visto che l’Ufficio tecnico aveva ignorato inizialmente la sua istanza volta a chiedere l’assegnazione della destinazione B0 (completamento edilizio-nuove costruzioni), il Comune ha avviato l’iter all’Assessorato regionale Territorio e Ambiente per l’attivazione della procedura di verifica di assoggettabilità alla Valutazione ambientale strategica e il Dipartimento regionale Urbanistica, secondo il parere reso dalla Commissione tecnica-specialistica per le autorizzazioni ambientali, ha deciso che la proposta relativa alla riassegnazione di una nuova destinazione urbanistica alla porzione di terreno assoggettata a vincolo espropriativo decaduto non è assoggettabile alla procedura di Valutazione ambientale strategica. Dunque l’iter sarà meno complicato del previsto. Nei giorni scorsi è partita un’altra procedura, a seguito dell’istanza presentata al Comune di Santa Teresa di Riva dai cinque cittadini proprietari di un’area che chiedono l’assegnazione della destinazione B0, secondo gli elaborati redatti dal loro professionista, ad un terreno da 170 metri quadrati in via Savoca, sul quale sorge un vecchio edificio ad in piano, classificato come zona F1 (verde pubblico) con un vincolo preordinato all’espropriazione decaduto il 31 dicembre 1993. L’iter è appena partito, ma è probabile che anche in questo caso la Regione escluda l’assoggettabilità dell’istanza alla procedura di Valutazione ambientale strategica. In entrambi i casi si tratta di loti interclusi con volume massimo edificabile di 1.000 metri cubi e per i proponenti la nuova destinazione urbanistica non avrà alcuna influenza sul carico urbanistico generale.











