Santa Teresa, scuole chiuse e viabilità “strozzata”: ecco l’alternativa a via Sparagonà
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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La strada alternativa si ferma al viadotto A18
È a Santa Teresa di Riva che si vive la situazione più critica dopo il ciclone Harry, che ha spazzato via buona parte del lungomare costringendo le autorità a chiuderlo interamente. Una interdizione che genera pesanti ripercussioni sulla vita dei cittadini, sull’economia locale e sulla viabilità. La Statale 114 è l’unica via principale percorribile, ma rimane a senso unico in direzione Catania, mentre verso Messina il paese è interdetto ai mezzi pesanti e agli autobus, visto che sulla circonvallazione possono transitare mezzi alti fino a 2,30 metri poiché per uscire dal paese sul lato nord, raggiungendo Furci Siculo, bisogna attraversa il sottopasso ferroviario di via Sparagonà. L’ipotesi doppio senso di marcia sulla Statale 114 al momento non viene presa in considerazione, come fatto dagli altri comuni, perchè significherebbe vietare la sosta a 500 veicoli lungo i 3,5 km dei corsi Francesco Crispi e Regina Margherita e non ci sono al momento spazi disponibili per accoglierli. Vietare la sosta, inoltre, danneggerebbe le centinaia di attività commerciali attive sulla via principale. Il Comune ha acquistato da poche settimane terreni per parcheggi ma non sono pronti, anche se si confida di entrarne presto in possesso provando a spianarli per renderli utilizzabili, ma i tempi non sono rapidissimi. Un’altra soluzione valutata dall’Amministrazione comunale è quella dell’apertura dell’ex scalo merci alla stazione ferroviaria, un grande piazzale al centro del paese che però non è stato mai concesso al Comune. E su questo il sindaco Danilo Lo Giudice ha chiesto l’aiuto alla prefetta Cosima Di Stani, per interloquire con Ferrovie dello Stato affinché si possa trovare un punto di incontro. Un’altra soluzione alla quale si lavora in queste ore è utilizzare una strada alternativa alla via Sparagonà, ossia la parallela sul torrente Savoca che però non si collega al lungomare, in quanto termina sotto il viadotto dell’autostrada Messina-Catania. L’Ufficio tecnico ha già abbozzato il tracciato verso mare, che attraversa un terreno privato per poi collegarsi con la via Stradella Messina o la zona della palestra comunale: l’idea sembrerebbe di facile attuazione per raggiungere la Statale 114, ma bisogna creare un sottopasso ferroviario visto che non ci sono al momento attraversamenti della linea ferrata. Una soluzione che attende il via libera dalle istituzioni competenti che potrebbe così spostare il traffico in direzione Messina dalla via Sparagonà alla nuova strada, senza limitazioni per camion e autobus. Intanto le scuole restano chiuse fino a mercoledì, sia perla viabilità compromessa (i licei sorgono sul lungomare) ma anche perchè il trasporto pubblico locale è “dimezzato” visto che i bus in direzione Messina non possono transitare in paese e la linea ferroviaria è interrotta, con gli autobus sostitutivi che non effettuano servizio da Letojanni a Galati. Amministrazione comunale e Interbus hanno interloquito ieri e valutato l’istituzione di tre capolinea in piazza Antonio Stracuzzi a Barracca, nella zona della caserma dei Carabinieri a Bucalo e a Torrevarata in prossimità della stazione ferroviaria, quest’ultimo collegato con piazza Stracuzzi con navette che dovrebbe mettere a disposizione Interbus, così da aiutare per pendolari e viaggiatori. Per chi viaggia verso Catania, invece, le fermate sono state istituite sulla Statale 114, dove già da ieri transitano gli autobus. Per garantire la prosecuzione delle lezioni, si profila l’attivazione della didattica a distanza, visto che molti studenti non possono raggiungere i plessi scolastici, sia della zona jonica che di Messina, in quanto i bus hanno subito un taglio delle tratte e anche i collegamenti in treno sono interrotti. La Rete degli studenti medi ha già chiesto l’attivazione della didattica a distanza e l’Ufficio scolastico provinciale sta valutando la proposta, anche perchè ritiene sia attivabile in casi estremi, ma bisogna in ogni caso garantire il diritto allo studio ed è necessario tornare al più presto alla normalità.












