Venerdì 29 Maggio 2026
Area a disposizione con nuove regole sulla via Savoca. Una porzione in mano al privato


Santa Teresa, parcheggio aperto e divieto di sosta a Cantidati. Ma l'occupante non molla

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

1210 Lettori unici

Aperta ufficialmente la nuova area parcheggio messa a disposizione del quartiere Cantidati, dove il Comune di Santa Teresa di Riva ha acquistato lo scorso 19 dicembre vari appezzamenti di terreno per una spesa totale di 140.000 euro. Dopo gli interventi di bonifica e livellamento del fondo, con la successiva stesura di uno strato di ghiaia, l’area ricadente in zona F2 (attrezzature pubbliche) del Programma di Fabbricazione del 1979 è stata aperta e viene già utilizzata. L’Amministrazione comunale ha deciso di vietare la sosta sulla via Savoca, la Strada provinciale 19, dalla zona poco più a valle del plesso scolastico (civico 84) fino all’incrocio con la via Scorsonello, lasciando così la carreggiata libera per una migliora circolazione a doppio senso di marcia, vista la possibilità di sostare all’interno del parcheggio. Il provvedimento è stato formalizzato con un’ordinanza firmata dal comandante della Polizia locale, Diego Mangiò, con la quale viene istituito il parcheggio pubblico (non custodito) riservato a tutti i veicoli eccetto i mezzi a due ruote (motocicli e ciclomotori), con il divieto di sosta su via Savoca anche nei quattro stalli per i portatori di handicap, di cui uno riservato ad un veicolo di un residente che è stato spostato all’ingresso dell’area di parcheggio. La carreggiata rimarrà così permanentemente libera e si dovrebbero evitare anche gli intasamenti negli orari di entrata e uscita degli studenti, vista l’ampia possibilità di spazi per la sosta attorno alla scuola. 

Sui 4.270 metri quadrati acquistati dal Comune, però, una porzione pari a circa il 40% non è disponibile per la collettività, visto che il proprietario del terreno adiacente, comprato il 10 marzo scorso, occupa di fatto con veicoli e strutture precarie due delle quattro particelle di proprietà dell’ente, sostenendo di averne il possesso da parecchi anni. Il Comune, dunque, non ha potuto accedere a questa parte, che nel frattempo è stata recintata dall’occupante. Al momento della stipula dell’atto i venditori hanno garantito la piena disponibilità della consistenza immobiliare venduta e la parte acquirente, ossia il Comune, ha dichiarato di «accettare l’oggetto della vendita nelle condizioni materiali, giuridiche ed urbanistiche in cui si trova, alla stessa ben note». Poi è arrivata la “brutta sorpresa”. Nelle scorse settimane il sindaco Danilo Lo Giudice ha manifestato l’intenzione di emanare un’ordinanza di sgombero per imporre al privato, parente di alcuni dei dieci venditori, di liberare le particelle di proprietà del Comune, ritenendo che le abbia occupate solo dopo che siano stati avviati i lavori di bonifica. Finora non è stato emanato alcun provvedimento e il rischio che il possessore possa decidere di usucapire quelle particelle per acquistarne la proprietà non sembrerebbe così remoto: in ogni caso all’orizzonte si intravede già uno scontro legale, a meno che le parti non trovino un accordo e risolvano bonariamente la questione. 


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.