Santa Teresa, la pista di emergenza rimane ferma al palo: da Roma nessuna certezza
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Necessario costituire anche un sottopasso ferroviario
Resta ferma al palo la procedura per la costruzione della pista provvisoria di protezione civile a Santa Teresa di Riva, prevista dal Comune nel torrente Savoca per completare verso valle la strada parallela già esistente che si innesta con la Sp 23 di Misserio e garantire una via alternativa, vista l’interdizione parziale del lungomare dopo i crolli di gennaio (attualmente è vietato il transito dei mezzi pesanti in direzione Messina) e le difficoltà della Statale 114 a sostenere il traffico. Sei mesi fa, con l’ordinanza n. 4 del 10 marzo, il presidente della Regione Renato Schifani, nella qualità di commissario delegato per l’emergenza Harry, ha affidato ad Anas il ruolo di soggetto attuatore per la costruzione della strada, riconoscendo che «la zona costiera del comune di Santa Teresa Riva è stata gravemente danneggiata dal ciclone Harry e che è risultata indifferibile e urgente la realizzazione di una pista di protezione civile per consentire il transito anche dei mezzi pesanti, bypassando la zona colpita dagli eventi meteorologici». Un intervento dal costo stimato di 3 milioni di euro, importo inserito nel Piano di intervento trasmesso alla Protezione civile nazionale. Ma a che punto è l’iter? La Regione ci ha risposto che «l’intervento è stato inserito nel secondo Piano di intervento trasmesso alla Protezione civile nazionale, che però non è ancora stato approvato: questo, quindi, non dà la possibilità, al momento, di avere contezza esatta del finanziamento e dei tempi che saranno necessari ad Anas per avviare l’iter». Il compito affidato al soggetto attuatore è quello di progettare i lavori e trasmettere con tutta l’urgenza del caso al dirigente generale del Dipartimento regionale Tecnico, responsabile del coordinamento delle attività legale al ciclone, la progettazione esecutiva con relativa verifica e validazione. Anas ci ha spiegato che «la progettazione dell’intervento è stata ultimata ed è stato acquisito il parere di Rete Ferroviaria Italiana. A breve - ha aggiunto l’azienda - il progetto sarà trasmesso agli enti interessati per gli adempimenti di competenza» Dunque al di là della progettazione in corso, non ci sono certezze sul finanziamento dell’opera e sulla sua realizzazione. Il progetto prevede la realizzazione di una bretella stradale temporanea lungo la sponda destra del torrente Savoca, lunga circa 257 metri dalla sezione in corrispondenza del viadotto autostradale Messina-Catania verso valle fino al lungomare. La pista è stata prevista nell'alveo torrentizio con la costruzione di opere di sostegno in terra armata (sistema “terramesh” con altezze variabili tra 2 e 4 metri, necessarie a garantire la stabilità del tracciato) e opere di protezione spondale in mantellata (per uno sviluppo complessivo di circa 156 metri) atte a contrastare fenomeni erosivi e di scalzamento. Previsto anche l’allargamento di alcuni tratti di strada già esistenti, in particolare in corrispondenza del viadotto autostradale.













