Mercoledì 08 Aprile 2026
La ditta che gestisce la raccolta rifiuti conferma il rispetto degli obblighi contrattuali


Santa Teresa, la Dusty respinge le accuse del sindacato: "Nessuna violazione delle regole"

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Il sindacato ha chiuso la procedura

«Nessuna violazione di obblighi contrattuali, confermiamo piena regolarità dei versamenti effettuati secondo quanto previsto dalla legge». È quanto replica Rossella Pezzino De Geronimo, amministratore unico della Dusty, alle accuse rivolte dal sindacato Fast Unilavoratori in merito alla gestione dell’appalto per il servizio di gestione rifiuti a Santa Teresa di Riva, ritenute contestazioni che appaiono destituite di ogni fondamento. «Con riferimento al Fondo di categoria Previambiente – precisa De Geronimo - il Ccnl Igiene Ambientale, già dal 2024, prevede l’obbligo per le imprese di versare la contribuzione trimestralmente e quella relativa al primo trimestre 2026, nello specifico, ha come scadenza naturale il 16 aprile 2026: da ciò ne consegue che l’addebito di un presunto inadempimento risulti, allo stato attuale, privo di fondamento tecnico, essendo i termini contrattuali ancora ampiamente pendenti. In merito ai Fondi pensione aperti – prosegue l’amministratore unico di Dusty - si conferma la piena regolarità dei versamenti relativi alle mensilità di gennaio e febbraio 2026, effettuati in allineamento con i regolamenti statutari dei singoli fondi scelti dai lavoratori. Infine, relativamente al denunciato mancato pagamento delle ore straordinarie per il 2025, si respinge con forza ogni addebito di inadempimento: tale pendenza è stata oggetto di lunghe e articolate trattative sindacali volte a trovare una sintesi condivisa e a seguito del recente esaurimento di tali tavoli negoziali, i cui esiti si sono rivelati infruttuosi, la nostra società ha già disposto che tali somme vengano liquidate unitamente alle competenze del mese di aprile 2026». 

Il vertice dell’azienda fa presente di aver appreso con rammarico delle gravi accuse rivolte dal sindacato Fast Unilavoratori, che ha avviato la fase di raffreddamento paventando anche la possibilità di sciopero, e ritiene che la scelta di inviare una diffida formale e di coinvolgere autorità esterne per questioni già note, in corso di risoluzione o addirittura non ancora scadute «appare come una manovra strumentale volta a incrinare un clima di relazioni sindacali che dovrebbe invece fondarsi sulla buona fede e sul dialogo costruttivo». La contestazione, infatti, era stata inviata anche alla Srr Messina Area Metropolitana, alla Prefettura, all’Ispettorato territoriale del Lavoro e al Comune. Successivamente il sindacato ha preso dell’assolvimento di ogni onere da parte dell’azienda e ha chiuso la procedura di raffreddamento. 


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