Santa Teresa, il Comune contesta i lavori al Genio civile: "Demoliscano quel marciapiede"
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Il marciapiede "ingombrante"
Scoppia la polemica tra l’Amministrazione comunale di Santa Teresa di Riva e il Genio civile di Messina sui lavori di somma urgenza sul lungomare per la realizzazione di opere provvisionali di protezione delle abitazioni, delle reti di sottoservizi e dei tratti crollati o danneggiati dal ciclone Harry di gennaio. Nodo del contendere il marciapiede realizzato nel tratto lato sud del lungomare Giovanni Falcone, tra la piazzetta Galassiopea e il civico 75, dove i lavori sono stati aggiudicati dal Genio civile per l’importo 444.225 euro (ribasso 11,50%) all’impresa “Valori S.c.ar.l-Consorzio Stabile”di Roma, con esecutrice la “G.F. Costruzioni Srl” di S. Venerina e ausiliaria la “Ottomarzo Lavori Soc. Coop.” di Catania. Secondo le indicazioni del progettista e direttore dei lavori, il geom. Ferdinando Micalizzi, del Genio civile, è stata realizzata una passerella provvisoria in cemento lato mare per garantire il transito ai pedoni, ma l’Amministrazione comunale contesta un posizionamento errato che non consentirebbe di riaprire una carreggiata agevole per il ripristino del doppio senso di circolazione. «Lo abbiamo detto sin all’inizio che questa soluzione non avrebbe consentito di ricavare uno spazio per parcheggi e due corsie di marcia - ha detto il sindaco Danilo Lo Giudice - perché abbiamo una larghezza della strada di soli 7,5 metri e ne servirebbero almeno 8. Siamo stati convocati al Genio civile e mi è stato detto che sono quasi pronti per ultimare gli interventi, ma io ho risposto che se su un cantiere sono state trovate le soluzioni giuste (tra la via Zara e l’area limitrofa a via Del Gambero, ndc), sull’altro prima se ne vanno e meglio è, perché dovrò intervenire io in quanto tecnicamente la soluzione attuata non funziona. Nell’ordinanza di Protezione civile si parla di ripristino della viabilità esistente e, dunque, per avere condizioni di sicurezza bisogna garantire corsie di marcia con una larghezza minima di almeno otto metri, quindi per noi questo lavoro non va bene». Il sindaco ha contestato anche come il marciapiede sia stato lasciato “sospeso” alle due estremità, senza essere raccordato con quello esistente: «Ho fatto presente la situazione e l’ingegnere capo del Genio civile ha compreso le mie motivazioni e mi ha assicurato che verrà trovata la soluzione - ha aggiunto il primo cittadino - per me è una sola, quella di demolire e rifare questo marciapiede, perché altrimenti non avremmo una viabilità funzionale. Ci vorranno altri soldi e si perderanno altre settimane, ma un dato è certo: questa non è una soluzione ottimale e se resta questa il sindaco passerà per incompetente. Se non interverrà il Genio civile lo faremo noi come Comune». L’Amministrazione comunale è pronta a stanziare ulteriori fondi dal bilancio, grazie all’avanzo di amministrazione del 2025, per aprire altri due cantieri e completare le opere di ripristino del lungomare allo scopo di avere tutta la litoranea a doppio senso di marcia entro l’imminente estate.













