Martedì 24 Febbraio 2026
La realizzazione, affidata ad Anas, non sarà facile. Mercoledì incontro a Palermo


Santa Teresa e la pista di emergenza: tra gli "ostacoli" la ferrovia ormai quasi sommersa

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

277 Lettori unici

Il viadotto è a soli 1,60 metri dal torrente

È necessaria e fondamentale per garantire la viabilità nel comprensorio jonico, ma la sua costruzione non sarà facile e immediata. A Santa Teresa di Riva si lavora per arrivare al più presto alla realizzazione della pista di protezione civile nell’alveo del torrente Savoca, soluzione individuata dall’Amministrazione comunale vista l’interdizione del lungomare e la presenza di un’unica arteria principale, la Statale 114, dove si viaggia solo in direzione Catania e che ogni giorno mostra segni di cedimenti per il passaggio continuo di autobus e mezzi pesanti. L’ufficio del commissario di governo regionale per l’emergenza ciclone ha preso in carico l’opera affidandone la realizzazione ad Anas, che dopo un primo sopralluogo effettuato martedì scorso ha fatto presente in una lettera inviata al Comune come il collegamento tra la strada di lungofiume esistente dal viadotto A18 al lungomare sia un intervento complesso e vi sarebbero criticità di carattere tecnico ed economico, come ad esempio la necessità di ottenere il parere da Rete Ferroviaria Italiana per l’attraversamento sotto il viadotto ferroviario. Proprio questo punto è uno dei più critici, visto che il letto del torrente si trova ormai ad appena 1,60 metri dalla parte inferiore del ponte della ferrovia, a causa del sovralluvionamento del corso d’acqua; la larghezza della campata, pari a 16,70 metri, non dovrebbe invece rappresentare un problema per la realizzazione della pista provvisoria, così come il ponte della Statale 114 poco più a valle, il cui arco ha un’altezza al centro di 4 metri. Dunque per poter realizzare la bretella sulla sponda destra del torrente Savoca, lunga circa 257 metri, sarà necessario effettuare uno scavo non indifferente e costruire opere di sostegno che siano in grado di contenere l’eventuale spinta generata da una piena d’acqua. 

Il sindaco Danilo Lo Giudice ha fatto presente alla Regione l’urgenza di dover realizzare la strada: «Ho spiegato al presidente e commissario per l’emergenza Renato Schifani e al subcommissario Duilio Alongi che serve subito un tavolo tecnico per stabilire come agire - afferma il primo cittadino - ed è stato convocato per mercoledì prossimo a Palermo, nella sede Anas, alla presenza di Dipartimento regionale Tecnico, Rfi, Consorzio autostradale e Comune, per definire tempi e modalità operative dell’intervento». Il progetto redatto dal Comune prevede una spesa di 700.000 euro circa per la realizzazione della pista e delle opere di sostegno in terra armata con altezze tra 2 e 4 metri e opere di protezione spondale in mantellata per contrastare fenomeni erosivi e di scalzamento. Ma non è escluso che Anas possa individuare altre soluzioni. 


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.