Lunedì 04 Maggio 2026
Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità dell'ente con un concorso di colpa


Santa Teresa, cittadina cadde per un marciapiede dissestato: condannato il Comune

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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La buca è stata poi eliminata

È costata oltre 7.200 euro al Comune di Santa Teresa di Riva la caduta in strada di una cittadina a causa di un marciapiede dissestato. La giudice  Viviana Scaramuzza del Tribunale civile di Messina ha infatti condannato l’ente al pagamento di 3.577 euro ad una donna che la sera del 22 luglio 2020, all’epoca 33enne, incappò in una buca sul bordo del marciapiede in via Torrente Portosalvo, in quel momento non illuminato. La donna, difesa dall’avvocato Filippo Brianni, chiedeva un risarcimento di 17.870 euro per il danno subito, tra cui vari traumi a piede, caviglia, gomito e spalla riportati in seguito alla caduta, ritenendo vi fosse responsabilità del Comune per omessa manutenzione ed escludendo che il proprio comportamento avesse inciso sulla caduta, avendo tenuto una condotta diligente al fine di evitare il danno. Per l’Amministrazione comunale, assistita dall’avvocato Antonello Currò, la cittadina era invece perfettamente a conoscenza dello stato e delle condizioni dei luoghi, in quanto residente nella stessa via, e il sinistro era da imputarsi alla condotta sbadata della danneggiata, che camminava nel punto di margine dove un soggetto avveduto non avrebbe dovuto camminare, o alla società Enel, posto che la caduta avveniva in prossimità di una botola con la scritta “cavo Enel” e pertanto non poteva escludersi che il sinistro fosse imputabile ad una cattiva esecuzione di lavori compiuti dalla società. In ogni caso l’ente aveva offerto in via stragiudiziale alla giovane la somma di 7.000 euro al fine di transigere la lite, che è stata però rifiutata. 

Il Tribunale ha accertato la dinamica del sinistro e la presenza di una oggettiva situazione di pericolosità dovuta alle condizioni dissestate del marciapiede, confermando che al momento della caduta il luogo del sinistro era scarsamente illuminato, a causa del mancato funzionamento del sistema di illuminazione, stabilendo che «la cosa in custodia del Comune si trovasse in una palese situazione di degrado e costituisse una reale fonte di pericolo, anche per la scarsa, se non assente, illuminazione», ma allo stesso tempo «deve ritenersi, però, che la condotta tenuta dall’attrice abbia svolto un ruolo marginale nella causazione del sinistro, ponendosi quale concausa dell’evento dannoso”, con un concorso di colpa della giovane nella percentuale del 30% perché «avrebbe dovuto procedere con una maggior prudenza al fine di ridurre il pericolo derivante dallo stato dei luoghi in quanto la stessa era certamente a conoscenza dello stato di dissesto del camminamento, non soltanto in quanto l’ammaloramento del marciapiede risultava presente da tempo, ma anche e soprattutto in quanto risiedeva nella medesima via e la percorreva quotidianamente». La giudice aveva calcolato un risarcimento complessivo di 5.000 euro, poi ridotto del 30% per concorso colposo fino all’importo di 3.500 euro, oltre 76,50 a titolo di risarcimento del danno patrimoniale. Il Comune è stato inoltre condannato a pagare alla donna 3.667 euro di spese legali.


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