Santa Teresa, chiusa per inagibilità la scuola di Sparagonà: così rischia di morire
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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L'edificio risale agli Anni '50
Per una scuola che riapre, a Santa Teresa di Riva un’altra chiude battenti. Se gli studenti del plesso dell’infanzia e della primaria “Lucia Amato” di Barracca sono tornati in aula dopo un anno a Bucalo, per consentire i lavori di ampliamento e adeguamento sismico, quelli della “Giuseppe Carpenzano” di Sparagonà sono invece stati costretti a traslocare. La scuola dell’infanzia e primaria del quartiere nord della cittadina jonica, infatti, è stata chiusa per motivi di sicurezza a causa di criticità rilevate nei mesi scorsi, che non hanno permesso di avviare il nuovo anno scolastico. Così gli studenti, circa 40, sono stati dirottati nel plesso “Michele Trimarchi” di Bucalo, ad un chilometro di distanza e pochi minuti in auto. Perchè si è arrivati alla chiusura della “Giuseppe Carpenzano”? «A seguito di una segnalazione della responsabile di plesso - ci ha spiegato la dirigente scolastica Enza Interdonato - il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell’Istituto comprensivo, il geometra Francesco Sorbetti, è stato inviato a compiere un sopralluogo nel mese di giugno e ha redatto una relazione di inagibilità temporanea dei locali, evidenziando la necessità di effettuare interventi di manutenzione, in particolare sugli stipiti delle porte e sulla pavimentazione». Il pavimento, infatti, presenta irregolarità e durante lo scorso anno scolastico un bambino è inciampato ed è caduto, a testimonianza del rischio presente all’interno del plesso; nell’edificio, inoltre, sarebbero necessari anche altri interventi di sistemazione, come ad esempio nei bagni. «Ho inviato la relazione stilata dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione al Comune - ha aggiunto la dirigente scolastica - che ha convalidato l’inagibilità temporanea dopo un sopralluogo effettuato con i propri tecnici». Così la sezione dell’infanzia e le due pluriclassi della primaria (una per prima, seconda e terza, l’altra per quarta e quinta) sono state trasferite a Bucalo, con arredi e attrezzature al seguito. «È necessario redigere un progetto - ci ha spiegato la vicesindaca con delega alla Pubblica Istruzione, Annalisa Miano - per stabilire gli interventi necessari nella scuola di Sparagonà, anche in base alle indicazioni fornite dalla scuola. Auspichiamo che si possa agire entro la fine dell’anno scolastico in corso». Il Comune non aveva riscontrato i presupposti per l’interdizione dell’edificio, tanto da non adottare alcun provvedimento prima della decisione assunta dall’Istituto comprensivo. La chiusura della scuola di Sparagonà, dove le iscrizioni sono notevolmente diminuite negli ultimi anni, rischia di essere il colpo di grazia per il plesso, considerate anche le condizioni dell’edificio, risalente agli Anni ’50 privo di spazi esterni e mai interessato da interventi di adeguamento sismico e strutturale, per i quali il Comune attende risposte dalla Regione sul finanziamento da 1.120.000 euro, al momento “congelato”.













