Santa Teresa, brutta sorpresa per il Comune: il terreno comprato è occupato da un privato
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Una parte delle particelle occupate
Comprare un terreno per realizzare un parcheggio e scoprire solo dopo che quasi metà è occupato e inutilizzabile. È quanto accaduto al Comune di Santa Teresa di Riva, finito al centro di un vicenda kafkiana che potrebbe sfociare in un contenzioso. Nei mesi scorsi l’ente ha acquistato alcune aree private con l’obiettivo di costruire nuovi spazi per la sosta nei quartieri più congestionati, tra i quali il rione Candidati che da sempre convive con i pochi parcheggi disponibili sulla Strada provinciale 19 che conduce a Savoca, insufficienti rispetto alle esigenze attuali. L’accordo raggiunto con dieci privati, proprietari di un vasto appezzamento di terreno adiacente il plesso scolastico, ha portato il 19 dicembre scorso alla firma di un contratto di acquisto di un’area da 4.270 metri quadrati, sulle quattro particelle catastali 263, 713, 727 e 1074 del foglio di mappa 12, ricadenti nelle zone C2, F2 ed E del Programma di Fabbricazione del 1979. Un acquisto costato 140.000 euro di risorse provenienti dal bilancio. Nelle scorse settimane l’Amministrazione comunale ha deciso di rendere fruibile il parcheggio di Cantidati, seppur parzialmente visto che il progetto per la costruzione di un’area per la sosta prevede una spesa di 598.166 euro che si puntano a reperire tramite mutuo. Così, dopo aver affidato ad una ditta locale i lavori di decespugliamento, rimozione arbusti e alberi, per una spesa di 8.257 euro (compreso il terreno a Bucalo), un’altra impresa di Savoca è stata incaricata per i lavori di sistemazione parziale delle aree, per una spesa di 27.171 euro. Al momento di entrare in possesso del bene, però, il proprietario del terreno adiacente, comprato il 10 marzo di quest’anno, ha fatto presente che due delle quattro particelle acquistate dal Comune, la 713 per un’estensione di 1.520 metri quadrati e la 1074 per 210 metri quadrati, dietro l’edificio scolastico, sono di fatto occupate da lui, sostenendo di averne il possesso da parecchi anni. E dopo la rimozione di arbusti e cespugli effettuata dal Comune anche su parte delle due particelle, sono spuntati paletti e recinzione a delimitare una vasta porzione di terreno, sulla quale si trovano una stalla in disuso e una tettoia metallica, oltre ad alcune auto quotidianamente in sosta. Il Comune, dunque, non ha potuto accedere a 1.730 mq sui 4.270 mq acquistati, ossia il 40% del totale, per metterlo a disposizione della cittadinanza come parcheggio. Possibile che nessuno, prima dell’acquisto, abbia verificato l’effettivo stato dei luoghi ed eventuali occupazioni? Dopo sopralluoghi e accertamenti, il sindaco è intenzionato ad emanare un’ordinanza di sgombero per imporre al privato, parente di alcuni dei dieci venditori, di liberare le particelle di proprietà del Comune, ritenendo che le abbia occupate solo dopo che siano stati avviati i lavori di bonifica. Adesso il rischio che il possessore possa decidere di usucapire quelle particelle per acquistarne la proprietà non appare così remoto e all’orizzonte si intravede già uno scontro legale, a meno che le parti non trovino un accordo e risolvano bonariamente la questione.













