Martedì 23 Giugno 2026
Nonostante l'ordinanza mancano ancora i cartelli. Il sindaco incontra i villeggianti ma...


Santa Teresa, bagnanti a mare anche dove non è balneabile e il Comune non li avvisa

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Il tratto di mare non balneabile

La stagione balneare ha preso il via l’1 maggio, secondo quanto stabilito dalla Regione, ma non sempre le regole vengono rispettate. È il caso di Santa Teresa di Riva, dove alcune prescrizioni dell’Assessorato regionale della Salute vengono violate. Così succede che i bagnanti vanno a mare anche dove è vietato, anche perchè il Comune non li avvisa. Il Dipartimento Attività sanitarie ed Osservatorio Epidemiologico, infatti, con decreto del 23 marzo, ha imposto il divieto di balneazione, a scopo precauzionale e fino al 31 ottobre, nel tratto di mare compreso tra la foce del torrente Agrò e 150 metri in direzione nord. Una decisione legata al monitoraggio delle acque marine effettuato dall’Assessorato, che individua le zone precluse alla balneazione, in via cautelativa, nei tratti di mare interessati dalle immissioni delle condotte sottomarine dei depuratori. La foce dell’Agrò è interessata dalla presenza della condotta sottomarina di scarico a mare delle acque del depuratore fognario, utilizzato anche dal comune di Savoca, che tra l’altro da almeno un mese è rotta e fa sgorgare in superficie sulla spiaggia i reflui depurati in uscita dall’impianto, che poi raggiungono la foce del torrente Agrò e finiscono in mare. Un inconveniente per il quale il 26 maggio sono stati affidati alla ditta “Geonautics Srl" indagini e rilievi geofisici per l’individuazione della condotta e venerdì scorso la ditta è giunta sul posto per una prima ispezione. 

Secondo quanto previsto dalla Regione, il 23 aprile il sindaco Danilo Lo Giudice ha firmato l’ordinanza che vieta la balneazione dalla foce del torrente Agrò per 150 metri verso nord, ossia fino al tratto in corrispondenza del primo attraversamento pedonale sul lungomare, stabilendo che «la delimitazione della suddetta zona non idonea alla balneazione sia costituita da opportuni cartelli metallici, in numero adeguato e reciprocamente visibili» e l’obbligo per l’Ufficio Tecnico «di curare l’apposizione dei cartelli», mentre «la Polizia locale è incaricata dell’esecuzione dell’ordinanza e di far rispettare il divieto». Anche l’art. 7 del decreto 388 del 23 marzo impone ai sindaci di adottare i provvedimenti di competenza compresa l'affissione dei cartelli di divieto della balneazione, in numero adeguato e in aree facilmente visibili, oltre ad informare la popolazione con qualsiasi altro mezzo idoneo per la divulgazione dell’informazione. Ma all’estremità sud di Santa Teresa di Riva di cartelli non c’è nemmeno l’ombra e il Comune ha perfino installato passerelle e docce per i bagnini, seppur quel tratto di mare sia non balneabile. Il sindaco Lo Giudice, inoltre, sia il 7 che il 21 giugno, ha incontrato un gruppo di villeggianti della zona che frequantano la spiaggia in quella zona, senza però informarli sull’interdizione alla balneazione di quel tratto di mare. 


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