Santa Teresa, acqua e burocrazia rallentano i lavori di sistemazione del torrente Agrò
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Il cantiere sulla sponda destra
Entrati nel vivo i lavori di sistemazione idrogeologica del torrente Agrò a Santa Teresa di Riva, finanziati nel 2019 dalla Regione con 3.417.000 euro di fondi europei Po Fesr, ridotti lo scorso agosto a 2.900.000 euro a valere sul Psc 2014-2020. Il cantiere è stato impiantato sulla sponda sinistra del corso d’acqua, nella parte alta di piazza Antonio Stracuzzi, da dove ha avviato le lavorazioni l’impresa “Effebi Soc. Coop.” di Reitano, esecutrice delle opere affidate nel 2022 con appalto integrato (progettazione e realizzazione) al “Consorzio Stabile InfraTech” di Sant’Agata di Militello. Il cantiere, diretto dall’ingegnere Giuseppe Lo Pò, è partito con i primi interventi sulla sponda destra del corso d’acqua (lato Sant’Alessio Siculo), con l’azione di rivestimento corticale delle porzioni di argini asportati dalle piene del torrente, tramite la collocazione di materassi Reno e gabbioni al piede. Attualmente i lavori sono fermi in quanto lo scorrere del torrente non consente ad operai e mezzi di lavorare in sicurezza, ma anche perchè si attende la caratterizzazione della sabbia per poter procedere all’utilizzo di 9.851 meri cubi di sedimenti per il ripascimento della spiaggia alla foce dell’Agrò, su un’area di 10.300 metri quadrati. Il progetto esecutivo, redatto dall’ingegnere Massimo Brancatelli e dall’architetto Benedetto Versaci della società “Orion Progetti Srls” di Capri Leone, ha come obiettivo la messa in sicurezza idraulica del torrente nella parte terminale, ad una quota altimetrica che va da 0 a circa 25 metri sul livello del mare, dalla foce fino alla zona poco più a monte del depuratore fognario, al fine di ridurre il rischio idrogeologico e attuare una difesa del suolo mitigatrice. Prevista la riprofilatura dell’alveo mediante scavi e riporti di materiale sovralluvionato; la realizzazione di massicciate di protezione delle sponde dall’erosione nella sua parte terminale; interventi di protezione dallo scalzamento delle pile del ponte ferroviario, dell’autostrada A18 e dell’acquedotto mediante l’impiego di massi di opportune dimensioni; il rivestimento del fondo dell’alveo in corrispondenza dei punti di maggiore criticità idrogeologica, ossia ponte ferroviario, ponte A18 e passerella in legno lamellare, con rivestimento in pietra calcarea. Le aree golenali saranno interessate da una rinaturalizzazione mediante riqualificazione naturalistica con vegetazione tipica dei substrati sabbioso-ghiaiosi, mediante utilizzo di sementi (germoplasma autoctono). Il quadro economico, aggiornato dopo una variante, prevede lavori per 1.827.663 euro, oltre 30.613 euro per la sicurezza, per un totale di 1.858.277 euro, oltre a 682.666 euro di somme a disposizione, per una spesa complessiva di 2.540.944 euro, con 876.055 euro di economie. Secondo il cronoprogramma i lavori si concluderanno l’8 dicembre, appena in tempo entro il termine del 31 dicembre 2026 fissato per non perdere il finanziamento regionale.













