Mercoledì 14 Ottobre 2026
Vertice all'Ars con i sindaci: la Regione si impegna a dare risposte entro una settimana


Ritardi per gli svincoli di cantiere del doppio binario, i camion restano dentro i paesi

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Sindaci e amministratori jonici a Palermo

È tutt’altro che in discesa la strada per arrivare alla costruzione dei tre svincoli provvisori sull’A18 a servizio dei cantieri del raddoppio ferroviario. È quanto emerso ieri in Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità all’Ars nel corso dell’audizione sull'avvio della realizzazione delle rampe autostradali a Taormina, Sant’Alessio Siculo e Nizza di Sicilia e sui rischi di chiusura parziale dei cantieri e di licenziamento dei lavoratori. Al tavolo gli assessori regionali Alessandro Aricò (Infrastrutture e mobilità), Giusy Savarino (Territorio e Ambiente), Francesco Colianni (Energia e Servizi Pubblica Utilità), il dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture, Mobilità e Trasporti Salvatore Lizzio, Salvatore Caldara per Arpa Sicilia, il soprintendente ai beni culturali e ambientali di Messina Orazio Micali, il responsabile della Direzione investimenti Area Sicilia e Calabria di Rete Ferroviaria Italiana Marco Marchese, Salvatore Vanadia di Fs Engineering-Spa Direzione operativa infrastrutture Isole e Corridoio TEN-T Sicilia/Calabria PM Infrastrutture Alta Capacità Sicilia, il presidente del Consorzio Messina-Catania Antonino Pulejo e il direttore generale del Cas Calogero Fazio. La Commissione aveva convocato anche 13 sindaci dei comuni costieri da Messina a Giardini Naxos e hanno partecipato i primi cittadini di Sant’Alessio Siculo, Savoca, Alì Terme e il vicesindaco di Roccalumera, anche in rappresentanza dei colleghi. Dalla discussione è emerso che, per gli svincoli di Sant’Alessio Siculo e Nizza di Sicilia, la conclusione della verifica di ottemperanza al Ministero dell’Ambiente, necessaria all'avvio dei lavori, è subordinata al rilascio dell’attestazione sull’assenza di colture di pregio da parte della Commissione specialistica per le autorizzazioni ambientali della Regione siciliana, allo studio sulle acque superficiali e al Piano di monitoraggio ambientale di competenza di Arpa Sicilia e all’Autorizzazione paesaggistica condizionata dall'invio del progetto di utilizzo in sito delle terre e rocce da scavo da parte del Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana. Il mese scorso, però il Consorzio per le autostrade siciliane ha accertato carenze statiche di due viadotti interessati dagli svincoli di Sant’Alessio Siculo e Nizza di Sicilia e ha richiesto all'appaltatore e ad Rfi di avviare le necessarie verifiche volte alla cantierabilità delle proposte progettuali degli svincoli provvisori in A18 (per le rampe di ingresso direzione Messina) e ha fatto presenti potenziali criticità in merito alla visibilità delle rampe. Criticità sulla costruzione delle rampe di cantiere sono state espresse anche da Placido Migliorino, dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti incaricato delle attività ispettive e di vigilanza sulla rete autostradale siciliana. Per Taormina, invece, l’iter per la verifica di ottemperanza è ancora in corso al Ministero e sono in corso di redazione gli ultimi documenti per il completamento della procedura. 

«L'audizione sul raddoppio ferroviario ha confermato quanto denunciamo da mesi - commenta il deputato regionale Giuseppe Lombardo, componente della Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità all’Ars e sindaco di Roccalumera - il Governo e l'amministrazione regionale sono in notevole ritardo nel completamento delle procedure autorizzative necessarie alla realizzazione delle tre rampe di cantiere, nonostante il Consorzio per raddoppio ferroviario sia pronto da mesi con l'attività preliminare nelle aree dove dovranno essere realizzate le rampe già espletate. Una situazione che richiede risposte immediate per consentire l'avvio degli interventi». Al centro del confronto, in particolare, i ritardi accumulati dalla Regione nel rilascio delle autorizzazioni ambientali necessarie alla realizzazione delle tre rampe di cantiere. «Nel corso dell'audizione è emerso che mancano ancora diversi passaggi autorizzativi, a partire da quelli della Commissione Tecnica Specialistica, oltre agli adempimenti che coinvolgono il Dipartimento dei Beni culturali, la Soprintendenza di Messina e l'Arpa. Il subcommissario Marchese ha rappresentato queste criticità, con dichiarazioni messe a verbale, confermando i ritardi nelle procedure che la Regione avrebbe dovuto già definire». A seguito degli interventi di Lombardo e del subcommissario Marchese, l'assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Alessandro Aricò, ha assunto l'impegno di fornire entro una settimana un riscontro alle richieste avanzate da Rfi. «Prendiamo atto dell'impegno assunto dall'assessore Aricò, che ha assicurato una risposta entro una settimana - prosegue Lombardo - resta però il dato politico e amministrativo: siamo ancora in attesa di autorizzazioni fondamentali per l'avvio dei cantieri delle tre rampe, nonostante le criticità siano state segnalate da tempo. È necessario che la Regione completi rapidamente gli adempimenti di propria competenza».

Nel corso dell'audizione è stata affrontata anche la questione della viabilità alternativa nell'area di Giampilieri, con particolare riferimento alla necessità di individuare, insieme ad Anas, una soluzione per il collegamento con lo svincolo di Tremestieri. «Abbiamo evidenziato la necessità di verificare con Anas come garantire il collegamento tra Giampilieri e lo svincolo di Tremestieri - afferma in merito il deputato regionale - le limitazioni presenti sul ponte Mili, sul ponte Galati e al Capo Alì determinano infatti una situazione particolarmente delicata. In assenza di una viabilità alternativa, si rischia di dover fermare la talpa di Giampilieri. È quindi indispensabile affrontare anche questa criticità per consentire la prosecuzione dei lavori. In chiusura dei lavori, anche a nome dei sindaci del comprensorio, ho rivolto un appello preciso al Governo regionale: non vogliamo arrivare a un muro contro muro istituzionale, né essere costretti a ricorrere a ordinanze per fermare i cantieri del raddoppio ferroviario. Sarebbe un paradosso dover bloccare un'opera strategica per il territorio a causa della mancata realizzazione delle rampe e dell'assenza di soluzioni adeguate per la viabilità. Nessuno vuole ostacolare il raddoppio ferroviario, ma non possiamo neppure consentire che i territori continuino a subirne le conseguenze senza risposte concrete. La Regione si assuma le proprie responsabilità e intervenga subito per scongiurare uno scenario che tutti vogliamo evitare - conclude Giuseppe Lombardo - adesso attendiamo che agli impegni assunti dall'assessore Aricò seguano, entro una settimana, atti e risposte concrete».


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