Rifiuti a Santa Teresa, il sindacato diffida la Dusty: "Grave inadempienza contrattuale"
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Falliti i tentativi di dialogo
Rapporti tesi tra il sindacato Fast Unilavoratori e la società “Dusty”, che gestisce l’appalto del servizio di raccolta rifiuti e igiene ambientale a Santa Teresa di Riva. Già ad inizio marzo la sigla sindacale aveva avviato la procedura di raffreddamento, chiedendo un incontro urgente alla ditta per discutere in merito ad alcune spettanze dovute ai lavoratori, mentre adesso ha inviato una diffida contestando la violazione degli obblighi contrattuali e di vigilanza, informando per conoscenza anche la Srr Area Metropolitana, il Comune di Santa Teresa di Riva, la Prefettura e l’Ispettorato Territoriale del Lavoro. Il segretario provinciale Fast Unilavoratori, Salvatore Trimarchi, in qualità di rappresentante sindacale dei lavoratori impiegati nell’appalto, contesta alla società “Dusty” il mancato versamento del trattamento di fine rapporto, dei contributi ai fondi pensionistici integrativi previsti dal Ccnl Igiene ambientale e degli straordinari relativi all’anno 2025, finora non pagati. «Tali omissioni costituiscono grave inadempienza contrattuale e violazione di legge - evidenzia il sindacalista - e la Srr Messina Area Metropolitana e il Comune, in qualità di enti affidanti e committenti, hanno l'obbligo giuridico di vigilanza sul rispetto degli obblighi retributivi e contributivi e delle clausole del capitolato». Fast Unilavoratori ha diffidato il gestore del servizio a regolarizzare immediatamente, entro e non oltre sette giorni dal ricevimento della lettera, i versamenti del trattamento di fine rapporto, i contributi ai fondi pensionistici integrativi e gli straordinari 2025, trasmettendo ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali prova documentale dell'avvenuto pagamento. La Srr e l’Amministrazioni comunale vengono diffidate ad esercitare la loro responsabilità di vigilanza, adottando senza indugio ogni misura prevista dal capitolato e dalla legge, compresa la sospensione o la trattenuta dei corrispettivi dovuti all’appaltatore nonché l’eventuale escussione delle garanzie fideiussorie. «Ogni ulteriore ritardo o omissione costituirà grave inadempimento contrattuale - conclude Trimarchi - e in assenza di riscontro scritto e di prova della completa regolarizzazione entro i termini indicati, il sindacato si riserva azioni legali e sindacali, incluse iniziative di sciopero».













