Sabato 25 Aprile 2026
Il presidente lascia anche il Consiglio di amministrazione per candidarsi a Giardini Naxos


Rete Fognante, Elia Mandri si dimette e tira le somme: "Conti risanati e impianti moderni"

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Rimasto in carica quasi tre anni

Resta senza vertice il Consorzio per la Rete Fognante dei comuni di Taormina, Giardini Naxos, Letojanni e Castelmola. Il presidente Alfredo Elia Mandri, in carica dal luglio 2023, ha infatti rassegnato le dimissioni, lasciando anche il Consiglio di amministrazione. La lettera di addio è stata inviata ai sindaci dei quattro comuni (per la cittadina naxiota al commissario straordinario) e all’Assemblea dei soci. «Tale decisione scaturisce dalla mia volontà di propormi nelle prossime elezioni amministrative per l'elezione del sindaco e del Consiglio comunale a Giardini Naxos - ha spiegato - che pone, quindi, la mia attuale carica in conflitto con le vigenti norme in materia di procedimenti elettorali». Elia Mandri, infatti, è uno dei candidati a sindaco delle liste “civetta” di Sud chiama Nord e rimanendo presidente incorrerebbe nella causa di ineleggibilità, come previsto dalla norma per gli amministratori ed i dipendenti con funzioni di rappresentanza o con poteri di organizzazione o coordinamento del personale di istituto, consorzio o azienda dipendente dal Comune. 

Nella lettera ha ringraziato i sindaci per la fiducia ed il sostegno manifestato in questi anni, sia al presidente che all'Ente consortile, «consentendo, di fatto, un reale risanamento economico e finanziario con parallelo ammodernamento degli impianti - ha specificato - grazie ad ingenti e significativi investimenti infrastrutturali. Sono certo che il solco oggi tracciato sarà una traccia ineludibile per chi, nel futuro, sarà chiamato a misurarsi con quella che oggi è una realtà di efficace ed efficiente gestione». Nel suo saluto al Consorzio per la Rete Fognante, Alfredo Elia Mandri ha sottolineato come all'insediamento l'Ente vantava crediti, per mancati trasferimento dai Comuni, per 11,3 milioni di euro, di cui 7,7 milioni per mancati trasferimenti pregressi e 3,6 milioni sulla gestione 2023. Una situazione che esponeva il Consorzio a non garantire l'efficienza degli impianti ed onorare gli oneri finanziari, visto il riconoscimento (nel 2022) di debiti fuori bilancio per 5 milioni di euro e quelli pendenti e riconosciuti ed approvati nel 2023 per 2,3 milioni di euro. A seguito dell'approvazione del rendiconto 2025 si registra un avanzo di amministrazione di 661.086 euro e l'esposizione debitoria dei Comuni nei confronti dell'Ente è riconducibile alla sola gestione 2026.


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