Venerdì 13 Febbraio 2026
Analisi e dialogo sul futuro con Uncem e amministratori per tracciare percorsi e priorità


Rapporto Montagne Italia 2025, da Roccafiorita la sfida per un nuovo risorgimento

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Il tavolo dei relatori

Presentato anche a Roccafiorita il Rapporto Montagna Italia 2025 redatto dall’Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), che ha organizzato tre appuntamenti di analisi e dialogo sul futuro delle aree montane. Gli incontri, che si sono svolti anche a Petralia Sottana (Palermo) e Pedara (Catania), sono stati un’occasione per analizzare e approfondire anche la nuova legge nazionale sulla montagna proposta dal Governo Meloni. All’incontro di Roccafiorita erano presenti il presidente Uncem Marco Bussone, il presidente Uncem Sicilia e delegato Anci per le politiche della montagna e delle aree interne Mario Cicero, il sindaco Concetto Orlando, i presidenti delle Unioni dei Comuni Matteo Francilia (Valli Joniche) e Orlando Russo (Naxos-Taormina). Il sindaco del borgo più piccolo del sud Italia ha introdotto i lavori nella biblioteca comunale, ribadendo il valore del convegno per la crescita delle comunità montane. «Le aree montane non sono luoghi dove non è possibile vivere ma un’opportunità - ha esordito Bussone -non possono essere considerate un’emergenza, ma un’opportunità. Se la classe politica regionale, nazionale ed europea saprà comprenderlo, potremo assistere a un nuovo Risorgimento: una nuova primavera per l’economia, la cultura e la convivenza sociale del nostro Paese. Basta con la definizione di area interna, queste sono aree montane. Roccafiorita, come gli altri comuni, è nel cuore di una dinamica di sviluppo che va interpretata. Stanno cambiando i modelli culturali, sociali, economici e politici in cui si ribadisce il valore delle potenzialità di questi territori - ha proseguito - che grazie all'agricoltura che si mantiene con forza porta benefici per le comunità. Bisogna sfatare il mito dello spopolamento, negli anni 2022-2023, dopo che la pandemia da Covid-19 è stata arrestata e sconfitta, si è registrato un saldo tra i movimenti della popolazione in ingresso e in uscita dalla montagna che è tornato ad essere positivo e che ha assunto dimensioni assai più significative di quanto non si sia registrato nei momenti migliori del passato». Come agire? Bussone ha sostenuto che bisogna muoversi in una logica di insieme, di territorio, attraverso aggregazioni e cooperazioni tra comuni, andando ad analizzare i flussi. Un'unione che determina strategie su cosa possa essere attivato e in cui la cooperazione fa la differenza. «La legge sulla montagna - ha concluso il presidente Uncem - ci aiuta a mettere insieme i servizi pubblici e le infrastrutture. Non c’e sviluppo senza questi aspetti fondamentali».

Cicero ha ricordato l’importanza dei servizi, a partire dalla mobilità, per consentire di vivere bene nei territori montani: «Oggi il mondo ci guarda e ci apprezza, abbiamo il mare e c'è un entroterra importante, in Sicilia si trovano la cordialità e quanto serve per stare bene. Consapevoli di questa forza, questi incontri devono servire per far ripartire questa terra». Secondo Francilia, «il gioco di squadra tra mare e montagna è importante perchè oggi i turisti, soprattutto stranieri, amano sopratutto i piccoli comuni collinari e montani ed è necessari offrire sempre più servizi. È finito il tempo in cui si andava solo nelle grandi strutture turistiche, il visitatore cerca l’identità dei luoghi che ritrova nei piccoli borghi. Potete contare su di me come interlocutore con Roma per portare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri le istanze dei comuni montani». Anche il presidente Russo ha evidenziato l'importanza di portare avanti questa progettualità comune.  All’appuntamento erano presenti anche sindaci e amministratori di Limina, Antillo, Forza d’Agrò, Mandanici, Motta Camastra, Mongiuffi Melia, Santa Domenica Vittoria e Castelbuono.


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