Lunedì 21 Settembre 2026
Per l'esperto Migliorino incompatibili con le condizioni di sicurezza di due viadotti


Rampe di cantiere A18, il Mit lancia l'allarme. E nel 2030 sarà pronto il doppio binario

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

288 Lettori unici

Il progetto della rampa di Sant'Alessio Siculo

Ma può un’autostrada come l’A18 Messina-Catania, considerata dal Mit pericolosa per la presenza di rilevanti criticità al punto da rischiare la chiusura, sostenere anche nuove opere e nuovi volumi di traffico? La domanda sorge spontanea all’indomani del via libera rilasciato da un altro dicastero rimano, quello dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, alla costruzione degli svincoli provvisori a servizio dei cantieri del raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo. Due quelli al momento autorizzati, a Sant’Alessio Siculo e Nizza di Sicilia, mentre per Taormina servono altri passaggi per chiudere la procedura di valutazione dell’impatto ambientale. Proprio sulla costruzione delle rampe di cantiere, proposta da Rfi, si è espresso nella sua relazione sulle condizioni di sicurezza delle autostrade l’ingegnere Placido Migliorino, rilevando che la previsione di creare tre corsie per ogni carreggiata anche sui due viadotti Fiumedinisi e d’Agrò, classificati come «ad alta attenzione strutturale per le precarie condizioni di sicurezza statica», allo scopo di consentire la costruzione delle rampe in ingresso e in uscita all’altezza dei due cantieri principali dell’infrastruttura ferroviaria. Migliorino precisa di non avere competenza diretta su un intervento non ancora attuato ma conclude che il progetto «è incompatibile con le condizioni di sicurezza strutturali dei viadotti». Dunque gli svincoli provvisori potrebbero trovare altri ostacoli sul loro percorso, alla luce delle valutazioni del Mit. La loro costruzione, al netto di intoppi legati anche alle condizioni dell’autostrada A18, potrebbe partire entro fine anno e secondo il cronoprogramma serviranno 5-6 metri per concludere i lavori. 

Si arriverebbe, dunque, a metà 2027, mentre il cronoprogramma di Rfi prevede la conclusione dei lavori del raddoppio ferroviario nel 2030. Gli allacci di cantiere all’A18 avrebbero così una vita di poco più di due anni, in cui tutto il traffico pesante verrebbe eliminato dai centri abitati da Taormina a Nizza di Sicilia, interessati ogni giorno dal passaggio quotidiano dei camion, e dirottato su un’autostrada piena di insidie e di criticità strutturali. La realizzazione delle rampe provvisorie venne segnalata come indispensabile per evitare ritardi nel progetto del raddoppio ferroviario già all’avvio dei lavori, nel 2023, dall’allora commissario straordinario di governo Filippo Palazzo, dopo la protesta sollevata dal sindaco di Roccalumera, Giuseppe Lombardo, che radunò i colleghi del comprensorio per costituire un comitato finalizzato a sollecitare i collegamenti con l’A18. Le richieste di autorizzazioni avanzate già a luglio 2021 dall’impresa costruttrice Webuild al Cas rimasero prive di riscontro e oggi i territori pagano la mancata programmazione per tempo di collegamenti fondamentali per deviare dai centri abitati il traffico pesante generato dai lavori del raddoppio ferroviario. Camion che attualmente transitano sull’A18 utilizzando gli svincoli di Roccalumera e Taormina fino a raggiungere i cantieri. E continueranno a farlo ancora per mesi, se non anni.


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.