Lunedì 27 Aprile 2026
Tempi dubbi per le opere a Taormina, Sant’Alessio e Nizza dopo la valutazione ambientale


Rampe di cantiere A18 bloccate dal Ministero, Rete Ferroviaria convoca un tavolo tecnico

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Si rischia il transito dei camion nei paesi

Rete Ferroviaria Italiana vuole vederci chiaro sulla vicenda legata alla costruzione dei tre svincoli provvisori di cantiere previsti sull’A18 a Taormina, Sant’Alessio Siculo e Nizza di Sicilia, destinati al transito dei mezzi impegnati nella realizzazione dei lavori del raddoppio ferroviario per evitare il loro passaggio sulla viabilità locale. Il parziale stop arrivato dall’Osservatorio ambientale della tratta ferroviaria Giampilieri–Fiumefreddo, che ha sollevato dubbi sulla realizzabilità delle opere rilevando diverse condizioni non ottemperate rispetto al decreto di valutazione dell’impatto ambientale emesso lo scorso 23 ottobre dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, fa temere ritardi che potrebbero comportare un allungamento dei tempi anche sui cantieri del raddoppio ferroviario. Per tale motivo Rfi, dopo la richiesta di incontro inviata il 10 aprile dal sindaco di Roccalumera, Giuseppe Lombardo, portavoce del Comitato dei sindaci sorto due anni fa, ha convocato un tavolo tecnico per il 4 maggio finalizzato a discutere la questione, invitando la Direzione generale Valutazioni ambientali del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica e l’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, i due enti competenti nell’iter di valutazione dell’impatto ambientale. La comunicazione è stata inviata per conoscenza anche ad Assessorato regionale Infrastrutture e Mobilità ed Fs Engineering Spa.

L’avvio dei lavori di costruzione delle rampe di cantiere sembrava ormai imminente, in particolare per Sant’Alessio Siculo e Nizza di Sicilia, tanto che a febbraio il Consorzio Messina Catania Lotto Nord ha proceduto con l’immissione in possesso dei terreni soggetti ad occupazione temporanea, secondo l’ordinanza emessa il 3 giugno 2024 dall’Ufficio Territoriale per le Espropriazioni di Rfi che prevede l’occupazione temporanea per cinque anni. Il 7 aprile, però, la Direzione generale Valutazioni ambientali del Mase ha determinato che non tutte le condizioni ambientali sono ottemperate, rispetto al parere della Commissione tecnica Pnrr-Pniec e della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, stabilendo che Rete Ferroviaria Italiana dovrà presentare una nuova istanza per l’avvio della verifica, ai fini del completamento dell’ottemperanza sia alle condizioni ambientali parzialmente ottemperate che a quelle non ottemperate. I primi ad essere preoccupati sono i sindaci, visto l'imminente avvio della stagione estiva e la persistente precarietà della viabilità locale, già fortemente compromessa dal ciclone Harry, che vogliono scongiurare il rischio che la ripresa del transito dei camion che trasportano terre da scavo e conci per le gallerie avvenga nuovamente all’interno dei centri abitati. Rfi auspica dunque che il Ministero venga incontro alle esigenze pubbliche agevolando la conclusione della procedura per opere provvisorie che verranno poi rimosse.


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