Rampe di cantiere A18 a Itala, presentato il ricorso al Tar: "Ecco dove sbaglia il Mase"
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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La simulazione del progetto della rampa in uscita
Confermata la volontà dei Comuni di Itala e Scaletta Zanclea di rivolgersi ai giudici per contestare il decreto del 23 ottobre con il quale il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) e l’Assessorato regionale Beni culturali e Identità siciliana hanno espresso giudizio negativo sulla compatibilità ambientale dello svincolo provvisorio sull’A18 a Itala, a servizio del cantiere del raddoppio ferroviario. Al Tar di Catania, infatti, è stato depositato il ricorso con il quale si chiede l’annullamento parziale del provvedimento, presentato dall’avvocato Antonio Saitta incaricato dall’Amministrazione comunale italese che ha siglato un protocollo di intesa con il Comune limitrofo per la proposizione congiunta del ricorso. Le spese legali ammontano a 15.601 euro, mentre altri 23.334 euro sono stati stanziati per un parere tecnico dallo “Studio Colonna” di Messina, con il coinvolgimento anche di un geologo e due docenti universitari. Spese per un totale di 38.395 euro che saranno divise al 50% tra i due enti. Il Tar etneo ha già fissato l’udienza in camera di consiglio per il 15 gennaio. «Riteniamo che il Mase abbia compiuto un errore metodologico nell’esame del progetto delle rampe di cantiere - afferma il sindaco di Itala, Daniele Laudini - perchè è stato valutato esclusivamente lo scenario 1 con la realizzazione delle opere e l’impatto che produrrebbero in quella porzione limitata di territorio dove sono previste, mentre a nostro avviso andava esaminato anche lo scenario 0 senza le rampe e quindi con gli impatti prodotti del transito dei mezzi pesanti su tutto il territorio. La stessa Regione aveva indicato al Ministero che avrebbe dovuto comparare i due scenari, ma inspiegabilmente ciò non è avvenuto». Nel ricorso amministrativo sono stati indicati i recettori sensibili (scuole, piazze, chiese, studi medici, ecc) presenti su tutto il territorio italese e anche oltre ed è stata “smontata” la valutazione fatta dal Mase sui tre ricettori sensibili presenti nell’area dove sono previste le rampe, ossia chiesa, scuola e presidio Pte-118, evidenziando che per l’edificio sacro la parte esposta alla zona di transito dei camion è quella posteriore, che per la scuola si può spostare l’uscita e comunque nel 2026 verrà chiusa e trasferita nel nuovo plesso a Casalello e per il Pte-118 che senza rampe passerebbero 40 camion al giorno sulla strada provinciale davanti al presidio, anzichè i 20 previsti sulla rampa in ingresso protetta dalle barriere antirumore.











