Raddoppio ferroviario, dati ambientali ancora nascosti: Comitati pronti a dare battaglia
di Redazione | oggi | ATTUALITÀ
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Il cantiere di Savoca
Perchè il Ministero dell’Ambiente e l’Osservatorio ambientale della tratta Giampilieri-Fiumefreddo continuano a non garantire la trasparenza e l’accessibilità dei dati ambientali del monitoraggio in corso d’opera su aria, acqua, suolo e salute pubblica dei cantieri del raddoppio ferroviario? È quanto continuano a chiedersi il Comitato Jonico Beni Comuni e altre associazioni della zona, che hanno presentato l’ennesima istanza ai due enti visto che le richieste inviate finora non hanno prodotto risposte. Eppure i dati ambientali sono organizzati e gestiti attraverso banche dati informatizzate sviluppate e implementate dagli stessi esecutori del monitoraggio, che potrebbero mettere facilmente a disposizione della popolazione. Ma tant’è. «Un territorio non può essere trattato come una zona da sacrificare - viene evidenziato dai movimenti civici - le comunità locali vivono da mesi in condizioni che nessuna amministrazione dovrebbe tollerare: polveri e fumi che si respirano ogni giorno, rumori e vibrazioni che disturbano anche di notte, camion che attraversano i centri abitati come fossero autostrade, suolo e falde acquifere potenzialmente compromessi, paesaggio e ambiente stravolti. Dati che devono essere pubblici, ma che restano nascosti: una violazione non solo della legge, ma del rispetto dovuto ai cittadini». La richiesta è netta: rendere noti tutti i dati su aria, acqua, suolo, rumore, vibrazioni e salute; i livelli di polveri sottili e gas di scarico; i risultati delle analisi sui contaminanti; la destinazione degli inerti estratti e le modalità di smaltimento; le misure adottate per ridurre gli impatti già evidenti. «Nessuno giochi con la salute del territorio - viene evidenziato - queste informazioni non appartengono ai Ministeri né ai proponenti dell’opera: appartengono ai cittadini che vivono qui. Non ci fermeremo davanti a nessun muro di gomma, siamo stanchi di essere ignorati e non accetteremo più risposte vaghe, rinvii o silenzi. Se le istituzioni hanno i dati, li pubblichino. Se non li hanno, dicano perché. E se qualcuno pensa di poter nascondere informazioni che riguardano la salute pubblica, sappia che non resteremo a guardare». Un messaggio chiaro alle istituzioni: «Chiediamo che l’Osservatorio Ambientale renda pubblici immediatamente tutti i dati in suo possesso, il Ministero garantisca controlli indipendenti e non delegati a chi realizza l’opera e siano adottate misure urgenti per proteggere aria, acqua, suolo e salute dei cittadini. Il territorio non è terra di nessuno e non permetteremo che venga trattato come un’area sacrificabile. Se la trasparenza non arriverà spontaneamente, la pretenderemo con ogni strumento democratico a nostra disposizione». I Comitati rivolgono anche un appello forte alle amministrazioni comunali: «È il momento di prendere posizione - sottolineano - governare non significa limitarsi alla gestione dell’ordinario, ma assumersi la responsabilità di proteggere la comunità e ascoltarne le richieste. Chiediamo ai sindaci e ai Consigli comunali di sostenere con decisione questa richiesta di trasparenza, di affiancarsi ai cittadini e di pretendere, insieme a noi, che ogni dato ambientale venga reso pubblico senza ulteriori ritardi. È il momento di schierarsi dalla parte dei residenti: siamo consapevoli che la realizzazione di una grande opera comporta inevitabili disagi e siamo pronti a sopportarli pur sapendo che i benefici saranno limitati, in quanto quest’opera nasce “sul territorio” e non “per il territorio”. Ma ciò che chiediamo alle Amministrazioni oggi è di garantire che questi disagi non si trasformino in rischi per la salute della comunità».













