Prima pietra per salvare la costa di Santa Teresa, ma non si parte con i pennelli - FOTO
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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La firma sul verbale di consegna
La firma di oggi doveva arrivare anni fa. E adesso bisogna già pensare ad aggiornare un progetto redatto per una costa totalmente scombussolata un mese fa dal ciclone. Una firma arrivata in una giornata che il sindaco Danilo Lo Giudice ha definito storica e che per Santa Teresa di Riva apre un nuovo capitolo che non si chiuderà mai, quello della lotta all'erosione costiera. È stato il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, a dare il via questa mattina agli interventi integrati per la protezione del litorale in erosione di Santa Teresa di Riva. All’estremità nord del paese è avvenuta la consegna dei lavori attesi da anni e fondamentali per salvare la costa da ulteriori aggressioni del mare. Interventi finanziati nel 2019 dalla Regione con 10,6 milioni di euro e appaltati nel 2021, per l’importo di 8,7 milioni di euro, all’impresa “Consorzio Ciro Menotti” di Ravenna, che li eseguirà con le consorziate "Edilap" e "Cospin". Un appalto gestito dalla Struttura commissariale per il contrasto del dissesto idrogeologico, guidata dallo stesso governatore, con soggetto attuatore l’ing. Sergio Tumminello, anche lui oggi a fianco del presidente della Regione. «Questo intervento doveva partire prima della mareggiata - ha ammesso Schifani - avremmo dovuto iniziare e inaugurare l'opera prima del ciclone, ma mancava un documento dell'impresa per iniziare e non ci possiamo rimproverare nulla. Oggi, finalmente, si inizia e la scommessa è la tempestività, lo facciamo oggi con un certo ritardo dovuto alla natura, però siamo contenti di proseguire il percorso di rafforzamento delle coste siciliane alla luce del cambiamento climatico». Presenti anche il dirigente generale della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, il responsabile del coordinamento di tutte le strutture che si occupano di interventi urgenti volti a mitigare le conseguenze del maltempo, Duilio Alongi, il direttore dei lavori arch. Massimo Potenzone, il rappresentante delle imprese esecutrici Antonio Pinzone, il dirigente del Genio civile ing. Santi Trovato e il rup geom. Francesco Pagano. Perchè non si partirà subito con i pennelli in mare Gli interventi previsti in progetto
Il progetto prevede la realizzazione di 14 pennelli in scogli lavici perpendicolari alla spiaggia e il successivo ripascimento artificiale dell'arenile, ma il sindaco Lo Giudice ha spiegato che in questa prima fase gli scogli che arriveranno via terra con i camion alla foce del torrente Savoca (e non alla foce del torrente Pagliara per essere prelevati con un motopontone via mare come previsto in progetto) verranno utilizzati per creare una barriera radente su tutto il lungomare, a protezione del muro esistente, da nord verso sud. Successivamente, quando si avrà un numero di scogli a sufficienza, si avvierà la realizzazione dei pennelli con il motopontone. Ciò in quanto è necessario aggiornare il progetto con nuovi rilievi batimetrici, perchè la mareggiata ultima ha modificato i fondali, e dunque serviranno nuovi studi e integrazioni.
L’intervento di difesa costiera sul litorale di Santa Teresa di Riva, lungo 3,3 chilometri e in gran parte classificato a rischio idrogeologico tra R3 e R4, prevede la realizzazione in mare di 14 pennelli in scogli lavici, con una parte emersa ortogonale alla spiaggia ad un livello di + 1 metro sul livello del mare, un’unghia soffolta parallela alla battigia estesa sia a Nord che a Sud a quota - 2 metri sul livello del mare con dei raccordi alla parte emersa. Per le unghie soffolte dei pennelli verranno utilizzati anche i massi ormai giacenti sul fondale che un tempo costituivano le scogliere realizzate tra il 1977 e il 1978 nella zona di Bucalo. Inoltre, nei tratti compresi tra i pennelli, saranno realizzate anche 15 barriere soffolte in materiale sciolto, poste a una profondità di 6,5 metri, con lunghezza variabile dai 70 ai 230 metri per un’altezza complessiva pari a circa 2,50 metri. Per il ripascimento verrà impiegata la sabbia prelevata dal torrente Savoca per un volume complessivo di 253.490 metri cubi, di cui il 30% (76.047 mc) per le 15 barriere in materiale sciolto e il 70% (177.443 mc) per la spiaggia. L'intervento nell'alveo del corso d’acqua consentirà al contempo di abbassarne il livello, riducendo così il rischio di esondazione molto frequente durante eventi meteorici di particolare intensità. Le opere dovranno essere ultimate entro 1.140 giorni dalla data di consegna lavori, ovvero entro il 5 aprile 2029. La direzione dei lavori è del Genio civile di Messina.













