Polemiche a Giardini sulla Nike e il concorso di idee: botta e risposta Puccio-ex Giunta
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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La piazzetta della Nike è stata distrutta
Polemica politica anche per la gestione dell’emergenza post ciclone a Giardini Naxos. Ad innescarla è stato Salvo Puccio, direttore generale del Comune di Messina ed esponente di spicco di Sud chiama Nord nella cittadina naxiota, che ha contestato una delibera adottata il 23 gennaio dalla giunta comunale con la quale sono stati stanziati 10.000 euro per la rapida messa in sicurezza e la salvaguardia della scultura bronzea della “Nike di Kalkis”, miracolosamente rimasta in piedi dopo il crollo della piazzetta sottostante, di cui 5.000 euro destinati all’indizione di un concorso di idee per la valorizzazione dell’area monumentale circostante la statua. «Con danni incalcolabili e servizi portuali interrotti per i danni al molo, le viabilità chiuse e con tutto quello che il ciclone ha causato, c’è chi ha un’idea geniale - ha commentato Puccio - e si approva un atto (non credo sia una delibera di giunta vista la sentenza di decadenza del sindaco) per un concorso di idee. C'è un paese che reclama interventi di messa in sicurezza e cosa si fa al Comune? Un concorso di idee? Eh no, quei 5.000 euro vanno spesi per interventi di messa in sicurezza di quell’area o dell'area portuale che non può essere riaperta per motivi di sicurezza. Tra l'altro sarebbero soldi che non verrebbero mai rendicontati con l'emergenza, quindi persi». A rispondere è stato l’ex assessore Ferdinando Croce, in carica fino al 27 gennaio prima dell’arrivo del commissario. «La salvaguardia e la messa in sicurezza della Nike é innanzitutto un atto di responsabilità - esordisce - alcuni tecnici specializzati ci hanno segnalato che il monumento è ancora adesso a rischio di crollo e occorre intervenire al più presto. Pensiamo per un momento a cosa accadrebbe se la statua crollasse oggi o nelle prossime settimane, dopo l’esultanza di tutti per essere rimasta in piedi e la straordinaria pubblicità che il monumento ha ricevuto. Il capitolo su cui insistono i 10.000 euro (una somma peraltro irrisoria rispetto all’entità enorme del disastro che si dovrà fronteggiare) é quello dell’imposta di soggiorno - prosegue l’ex assessore - ed è specificamente vincolato per finalità come queste e, al contrario, infungibile per altre attività. La delibera peraltro dice espressamente che si tratta di “primissimi” interventi. Non è vero che non si potrà richiedere alla Regione la restituzione di queste poche somme, perché i danni alla piazzetta-belvedere della Nike sono inserite nella perizia e, quindi, ogni attività che sarà svolta è comunque inclusa anche nel totale dell’emergenza». Croce rincara poi la dose: «Il tentativo di “benaltrismo” di alcuni é solo la speculazione elettorale di chi non regge più l’attivismo di una giunta che ha ormai serenamente terminato il proprio mandato dopo aver responsabilmente accettato di gestire persino l’emergenza ciclone - replica a Puccio - non si fa campagna elettorale sull’emergenza. Sarà un problema adesso per queste persone trovare nuovi argomenti “di merito”, ora che non ci sarà più il bersaglio degli assessori uscenti. Non certo il nostro, che a maggior ragione ora che non abbiamo più il gravoso peso dell’Amministrazione potremo denunciare pubblicamente ciò che abbiamo trovato e raccontare ancora meglio quanto di buono abbiamo fin qui fatto. Sul fatto poi che ci si ostini inspiegabilmente, con un mix di ignoranza e malafede - a dire che gli assessori fossero decaduti e non vi fosse più una Giunta, nonostante gli sforzi sovrumani profusi in questi giorni da ognuno di noi, saranno altre sedi a occuparsene, basta leggere l’articolo 12, comma 11 della Legge regionale 7/1992, che sino all'insediamento del commissario straordinario prevede che il vicesindaco e la giunta esercitano le attribuzioni indifferibili di competenza del sindaco e della giunta. In fin dei conti - conclude Ferdinando Croce - ci siamo limitati, come nostro ultimo atto, se vogliamo anche romantico e di gratitudine verso la comunità, a recepire un sentimento fortissimo che proviene proprio dai giardinesi: quello di tutelare la Nike».













