Pista di emergenza, Lo Giudice chiede aiuto ad Rfi ma è scontro: "Blocco i camion"
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Un cedimento apparso questa mattina
Telefoni roventi ieri mattina nella stanza del sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice. Il primo cittadino aveva programmato un incontro con Rete Ferroviaria Italiana e il Consorzio Messina-Catania Lotto Nord per discutere della possibilità di ottenere la costruzione della pista di protezione civile nel torrente Savoca, finalizzata a collegare il tratto mancante da 300 metri circa tra il lungomare e la strada di lungofiume già esistente fino al sottopasso autostradale. Una strada che consentirebbe di risolvere le attuali limitazioni alla circolazione, soprattutto in direzione Messina, e alleggerire la Statale 114 dove si riversa attualmente tutto il traffico in direzione Catania, mezzi pesanti e autobus compresi. Una pista che il sindaco ritiene funzionale anche ai lavori del raddoppio ferroviario per il transito dei mezzi d’opera e della talpa e per la quale auspica che gli enti ferroviari si mettano a disposizione per realizzarla con loro risorse. Ma le premesse non appaiono positive. «Stanno eseguendo lavori per 2 miliardi di euro per la linea Giampilieri-Fiumefreddo e ritengo che una spesa di 700mila euro non gli cambierà la vita - afferma Lo Giudice - anche loro hanno interesse ad avere una strada alternativa vista l’assenza del lungomare e le difficoltà sulla Statale 114, dunque immagino che saranno ben lieti nel garantire una loro esigenza e allo stesso tempo dare un aiuto alla popolazione. Ci siamo sentiti telefonicamente e ho spiegato l’esigenza di realizzare al più presto la pista di protezione civile che abbiamo progettato, ma Rfi mi ha risposto che non può realizzare piste provvisorie e che comunque, qualora la dovessero realizzare, non la potrebbero mettere a disposizione della popolazione ma solo per i mezzi impegnati nella costruzione del raddoppio ferroviario. Ho risposto che a questo punto avrei bloccato il transito dei loro camion». Chiusa la telefonata e dopo un rapido confronto con gli altri amministratori e l’Ufficio tecnico, il sindaco ha contattato immediatamente la prefetta Cosima Di Stani, informandola della sua intenzione di emanare già lunedì un’ordinanza che vieta il transito dei camion del raddoppio sulla Statale 114, consentendolo solo alle autovetture, agli autobus di linea, ai mezzi pesanti diretti ai cantieri per la ricostruzione del lungomare, a quelli dei servizi essenziali e ai mezzi di soccorso. La rappresentante del Governo ha invitato il primo cittadino Danilo Lo Giudice al dialogo e dopo aver ricevuto una nota ufficiale dal Comune, indirizzata anche ad altri enti, ha convocato una riunione in Prefettura per lunedì, alle ore 16, con tutte le parti interessate alla vicenda. «Attenderò fino a lunedì - commenta il sindaco - se mi renderò conto che non si raggiunge l’obiettivo emanerò un’ordinanza per costruire la pista di protezione civile, ma non farò passare i mezzi pesanti del raddoppio ferroviario. Ho chiesto un aiuto in un momento di necessità, potevano dire anche di no ma non posso sentirmi dire che se la realizzano la fanno per loro. Sono stato sempre a disposizione per tutto quello che serve, ma se le risposte sono queste ci attrezzeremo di conseguenza. Io lavoro per far andare la gente a mare in estate e far riaprire gli stabilimenti balneari, non possiamo fermarci e le istituzioni devono ascoltarci. Sulla Statale 114 continuano a susseguirsi cedimenti del manto stradale, non può resistere molto - evidenzia il primo cittadino - ci sono lesioni evidenti e non possiamo correre il rischio che venga distrutta». E questa mattina si è verificato un nuovo cedimento nel quartiere Borgo Marino, con l'apertura di una buca sul'asfalto. Il primo cittadino si attende che la Regione comprenda che vi sia la necessità di seguire una strada a parte per Santa Teresa di Riva, comune che ha riportato i danni più ingenti stimati in almeno 60 milioni di euro: «Dobbiamo agire subito altrimenti i danni aumentano - conclude - servono almeno altre quattro somme urgenze per la messa in sicurezza del muro e il riempimento dei tratti ceduti, dopo le prime tre per colmare le voragini, ma vogliono autorizzarne solo due. Tutto questo è inaccettabile. Mi è stato chiesto da chi sono stato autorizzato a fare le somme urgenze, ma non posso lasciare la fogna sfociare in mare». Entro fine mese si conta di riaprire il tratto di lungomare all’altezza di via Del Gambero, già parzialmente riempito con il ripristino dei sottoservizi, così da avere quasi l’intera litoranea percorribile in direzione Messina, seppur su una sola corsia e con limitazioni.













