Sabato 28 Febbraio 2026
Incontro con Anas per pianificare la via di protezione civile. Saggio nel torrente Savoca


Pista di emergenza a Santa Teresa, tempi più lunghi e costi triplicati per intervenire

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

429 Lettori unici

Il torrente Savoca e il saggio sulla pila

È più complicato del previsto l’iter per arrivare alla realizzazione della pista di protezione civile nell’alveo del torrente Savoca, soluzione individuata dall’Amministrazione comunale di Santa Teresa di Riva per garantire una strada alternativa vista l’interdizione del lungomare e la presenza di un’unica arteria principale, la Statale 114, dove si viaggia solo in direzione Catania. Giovedì pomeriggio a Catania si è tenuto un incontro con Anas, soggetto attuatore individuato dalla Regione per l’intervento emergenziale, alla presenza di Dipartimento regionale Tecnico, Rfi e Amministrazione comunale, finalizzato a definire tempi e modalità operative dell’intervento. Ma le certezze, ancora, tardano ad arrivare. Rispetto alla spesa prevista dal Comune, pari a circa 700.000 euro per la realizzazione della pista, delle opere di sostegno in terra armata con altezze tra 2 e 4 metri e delle opere di protezione spondale in mantellata per contrastare fenomeni erosivi e di scalzamento, il costo dell’intervento è lievitato a 2,5-3 milioni di euro, somme che saranno garantite dalla Regione e inserite nella rendicontazione trasmessa alla Protezione civile nazionale. «Il fattore tempo è importante e non si può sottovalutare - commenta il sindaco Danilo Lo Giudice dopo la riunione - è stata compresa la necessità di questa opera ma non è ancora chiaro che serve subito. Non sono sereno, ho spiegato le difficoltà che viviamo ogni giorno sulla Ss 114, ma ho sentito discussioni che mi preoccupano». 

Ieri è stato effettuato un sondaggio nel torrente Savoca per verificare la profondità dei piloni che sostengono il viadotto ferroviario e capire fino a che livello di potrà scavare per realizzare il sottopasso, che dovrà garantire il transito anche dei mezzi pesanti. Ma come immaginato non ci sono ostacoli, visto che le pile del ponte sono state individuate fino alla profondità di 5,10 metri, raggiunta dall’escavatore, e proseguono anche oltre nel terreno. Tra l’altro già in passato sono state realizzare piste nell’alveo scavando sotto la linea ferroviaria per fra transitare anche i camion e sulla sponda di Furci Siculo è stata realizzata la strada con un sottopasso. Bisognerà inoltre verificare la presenza di falde acquifere, per escludere il rischio che il sottopasso possa allagarsi. «Ritengo che la fondazioni siano sufficientemente profonde per consentire il transito dei mezzi pesanti - prosegue Lo Giudice - attenderò comunque le risultanze del saggio, anche se non sopporto più queste trafile burocratiche e il fatto che non si comprenda che siamo in una condizione di emergenza e servono deroghe, non possiamo attendere mesi. Se non iniziamo subito questi lavori sarà un massacro e tutti gli sforzi sovrumani per sistemare il lungomare saranno vani». Il sindaco di Santa Teresa di Riva ha anticipato che chiederà un nuovo incontro al presidente della Regione, Renato Schifani, che ha ringraziato per quanto fatto finora, al fine di arrivare al più presto ad una soluzione che sia consequenziale rispetto all’emergenza in atto. «Se non vedo tempi e soluzioni certi - ha concluso Danilo Lo Giudice - devo agire per non far finire in ginocchio la comunità. Bisogna realizzare subito la pista di emergenza, non c’è altro da fare». 


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.