Pista di emergenza a Santa Teresa, Anas valuta il progetto per attraversare il torrente
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Il sopralluogo nel torrente Savoca
Si lavora per arrivare alla costruzione della pista provvisoria di protezione civile nel torrente Savoca a Santa Teresa di Riva, strada alternativa per consentire il transito dei mezzi, soprattutto quelli pesanti, per far fronte alla chiusura del lungomare e all’impossibilità della Statale 114 di sostenere un elevato carico di traffico. La Regione ha preso in carico l’opera affidandone la realizzazione ad Anas, che ha effettuato un sopralluogo nel torrente Savoca con la vicesindaca Annalisa Miano, gli assessori Domenico Trimarchi (Viabilità) ed Ernesto Sigillo (Protezione civile), l’ingegnere Carmelo Trimarchi dell’Ufficio tecnico, il responsabile Area Gestione Rete Anas Catania Sergio Cicero e i tecnici Fabio Sgarrella, Maurizio Ragazzi, Salvatore Condurso, Francesco Caccamo e Maurizio Cavallaro. Sui luoghi sono stati valutati tutti gli aspetti legati alla costruzione dell’opera, progettata dal Comune per una spesa circa 700.000 euro, per la quale sono necessari interventi non semplici, come creare un argine e scavare nel letto del torrente sotto il viadotto ferroviario e sotto il ponte della Statale 114, tratto dove la pista è prevista nel greto del torrente. Amministratori e tecnici hanno verificato la situazione delle aree sia lato monte che lato valle e il Comune ha consegnato ad Anas il progetto per le valutazioni del caso. L’elaborato prevede la realizzazione di una bretella stradale temporanea (pista di protezione civile temporanea di emergenza) lungo la sponda destra del torrente Savoca, lunga circa 257 metri dalla sezione in corrispondenza del viadotto autostradale Messina-Catania verso valle fino al lungomare, al fine di smaltire il traffico senza limitazioni, visto che attualmente l’unica arteria in uscita verso Messina è rappresentata dalla via Sparagonà, “strozzata” dal sottopasso ferroviario che non consente il transito ai mezzi di altezza e larghezza superiore a 2,30 metri. La pista, che sorgerà in parte in un terreno privato che i proprietari sono disponibili a concedere in utilizzo al Comune, sarà realizzata con la costruzione di opere di sostegno in terra armata (sistema “terramesh” con altezze variabili tra 2 e 4 metri, necessarie a garantire la stabilità del tracciato) e opere di protezione spondale in mantellata (per uno sviluppo complessivo di circa 156 metri) atte a contrastare fenomeni erosivi e di scalzamento.













