Venerdì 03 Aprile 2026
promosso dal centro antiviolenza “Al Tuo Fianco” con istituzioni, scuole ed associazioni


“Per non dimenticare Lorena e Sara”: a Santa Teresa flashmob contro i femminicidi

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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L'evento al Palabucalo

Due femminicidi avvenuti lo stesso giorno, a cinque anni di distanza uno dall’altro, che hanno interrotto due giovani esistenze nel fiore degli anni. Il 31 marzo è una data da ricordare per la provincia di Messina, che rievoca storie diverse accomunate dalla stesso epilogo: la morte di due donne per mano dell’uomo che diceva di amarle. Nel 2020, a Furci Siculo, è stata uccisa Lorena Quaranta; nel 2025, a Messina, Sara Campanella. I loro nomi e le loro storie sono stati rievocati a Santa Teresa di Riva, in occasione del flashmob “Per non dimenticare Lorena Quaranta e Sara Campanella”, organizzato dall’associazione-centro antiviolenza “Al Tuo Fianco”, in collaborazione con il Comune e le scuole di danza della zona. Nella palestra comunale di Bucalo hanno partecipato all’iniziativa le sezioni Fidapa Santa Teresa di Riva-Valle d’Agrò e Taormina, i Lions Club Santa Teresa di Riva e Roccalumera Quasimodo, le associazioni “L’incanto di Adriano”, “Conoscenza Circolare”, “Horizon” e “L’altra Metà”, la Croce Rossa Italiana e gli Istituti comprensivi di Santa Teresa di Riva e Roccalumera. 

Presenti la viceprefetta Michela Fabio, capo di Gabinetto della Prefettura, i vertici di Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia locale e gli amministratori comunali del comprensorio. «Lorena e Sara sono nomi che avrebbero dovuto riempire la vita e non le pagine della cronaca - ha detto la presidente di “Al Tuo Fianco”, Cettina La Torre - non è solo un momento di ricordo ma di memoria. Serve il cambiamento in una società in cui la violenza è troppo frequente». La manifestazione ha ricevuto l’abbraccio a distanza dei genitori di Lorena e Sara, i cui nomi sono stati impressi su due palloncini bianchi volati in cielo. «Lo Stato c’è - ha detto ai giovani presenti la viceprefetta Fabio - e ad ogni piccolo segnale di sopruso dovete rivolgervi alle istituzioni».


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