Pendolari e parcheggi Taormina, Cgil: "Scelte unilaterali di Asm a scapito di chi lavora"
di Redazione | oggi | ATTUALITÀ
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Un abbonamento al Lumbi costa 80 euro al mese
La Cgil Messina interviene nuovamente sulla vicenda degli abbonamenti per lavoratrici e lavoratori pendolari di Taormina, dopo le dichiarazioni con cui l’Asm ha difeso la decisione di limitare l'utilizzo del parcheggio Lumbi e ha replicato alle critiche avanzate in queste settimane. «Lo spostamento dei lavoratori pendolari a Piano Porto non è il risultato di un accordo con la Cgil - dichiarano il segretario generale della Cgil Messina Pietro Patti e la segretaria confederale Stefania Radici - né di un confronto preventivo che abbia portato ad una soluzione condivisa con le rappresentanze dei lavoratori. La decisione è stata assunta unilateralmente da Asm. Per questo riteniamo fuorviante presentare la soluzione Piano Porto come il risultato di un percorso costruito insieme alle organizzazioni sindacali». Il secondo punto riguarda il costo dell'abbonamento al Lumbi: «Asm sostiene che la Cgil farebbe finta di non sapere che esiste un abbonamento annuale da 530 euro che, diviso per 12 mesi, avrebbe un'incidenza inferiore ai 45 euro mensili, oppure un abbonamento semestrale da 390 euro, equivalente a 65 euro al mese - replica il sindacato - ma questo ragionamento non risponde alla questione che abbiamo posto. Esiste un abbonamento mensile pendolari del parcheggio Lumbi del costo di 80 euro, richiamare il costo medio mensile teorico di un abbonamento annuale non cancella questo dato e soprattutto non tutti i lavoratori sono nelle condizioni di anticipare 530 euro per un abbonamento annuale. A Taormina – osserva ancora la Cgil Messina - lavorano migliaia di persone con rapporti stagionali, contratti a termine, part-time e periodi di occupazione che possono non coincidere con l’intero anno. Per queste persone il costo e la flessibilità dell’abbonamento mensile rappresentano questioni concrete, non esercizi matematici. C'è poi una questione ancora più importante – sottolinea la Cgil Messina - perché i lavoratori e le lavoratrici devono essere spostati dal Lumbi? Comprendiamo le esigenze legate alla viabilità, alla sicurezza e alla gestione dei flussi turistici. Ma non possiamo accettare che tali esigenze vengano utilizzate per far apparire come inevitabile una decisione che scarica sui lavoratori e le lavoratrici le conseguenze della pressione turistica sulla città. Se la necessità è quella di liberare posti al Lumbi nei periodi di maggiore afflusso, bisogna dirlo chiaramente e confrontarsi sulle possibili alternative. I lavoratori e le lavoratrici non possono diventare la variabile di aggiustamento del sistema della mobilità turistica di Taormina». «Chi ogni mattina o ogni sera raggiunge Taormina - prosegue il sindacato - per lavorare in un albergo, in un ristorante, in un negozio o in una delle tante attività della città non è un turista e non può essere trattato come tale. Per la proposta di Piano Porto a 40 euro mensili non basta indicare un prezzo inferiore per affermare che il problema sia risolto. Un parcheggio più economico ma difficilmente utilizzabile rispetto agli orari di lavoro non rappresenta automaticamente una soluzione migliore. La Cgil non ha mai negato la necessità di governare i flussi turistici né sottovaluta i problemi della mobilità di Taormina - ricordano Pietro Patti e Stefania Radici - chiediamo però che la gestione del turismo non avvenga a discapito di chi rende possibile quel turismo con il proprio lavoro. Taormina vive certamente dei suoi visitatori, ma alberghi, ristoranti, negozi e servizi funzionano grazie a migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno devono raggiungere la città. Per questo ribadiamo la nostra proposta: Comune di Taormina e Asm convochino un tavolo con organizzazioni sindacali e associazioni datoriali per costruire un vero piano della mobilità dei lavoratori pendolari, individuando parcheggi dedicati, tariffe realmente agevolate e servizi di trasporto pubblico compatibili con i turni effettivi di lavoro. La Cgil è disponibile al confronto in qualsiasi momento. Ma il confronto deve avvenire prima delle decisioni, non dopo. E soprattutto deve partire dai problemi reali dei lavoratori e delle lavoratrici, non dalla necessità di giustificare decisioni già assunte».













