Passerella sul torrente Agrò, due comuni a rischio esondazione: ecco perché va demolita
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Lo scenario peggiore con tempo di ritorno di 300 anni
Con la riapertura del ponte della Statale 114, annunciata per la fine di ottobre, è prevista la sua demolizione perché non avrà più motivo di rimanere in piedi. Ma non è escluso possa aprirsi una discussione per mantenerla. La passerella sommergibile sul torrente Agrò, tra Santa Teresa di Riva e Sant’Alessio Siculo, costruita nel 2016 da Anas per deviare il traffico vista l’interdizione del ponte, potrebbe essere utile solo per far transitare i mezzi pesanti diretti al cantiere del raddoppio ferroviario di Sant’Alessio Siculo, evitando così che fino alla costruzione della rampa sull’A18 attraversino l’abitato di Santa Teresa di Riva, in particolare in via Stradella Catania. Ma lasciarla in piedi è molto pericoloso. Lo confermano gli studi e le analisi condotte nell’ambito della progettazione dei lavori di sistemazione idrogeologica del torrente Agrò, in corso nell’alveo e sulle sponde. Gli elaborati, dove il mantenimento della bretella non è previsto, hanno definito in maniera completa la pericolosità residua nella condizione di intervento realizzato e contemporanea presenza dell’ostruzione rappresentata dalla passerella sommergibile e sono stati previsti, con riferimento allo scenario intermedio (progetto realizzato e presenza passerella) la redazione di elaborati con le zone di pericolosità idraulica per i tre tempi di ritorno (tempo medio che passa tra due eventi successivi di una certa intensità) del Piano per l'assetto idrogeologico (50, 100 e 300 anni) derivati da studi idraulici. «Ciò affinché le amministrazioni comunali di Santa Teresa di Riva e di Sant'Alessio Siculo, interessate dalle potenziali criticità - si legge nel progetto - possano adottare tutte le misure di salvaguardia e di tutela della pubblica e privata incolumità fino alla definitiva demolizione della passerella». L’analisi idraulica per definire le aree allagabili e la pericolosità residua è stata condotta come richiesto nel 2021 dall’Autorità di Bacino, simulando la passerella completamente ostruita vista l’esiguità delle tubazioni sottostanti: tutta l’acqua dovrà quindi passare obbligatoriamente al di sopra della bretella. Nello scenario con tempo di ritorno di 50 anni si ha una portata di picco di circa 1.016 mc, con allagamenti a monte del ponte in legno e a valle sia a destra che sinistra: l’area di maggior allagamento si estende però a sinistra verso Santa Teresa di Riva. A 100 anni si ha una portata di picco di circa 1.130 mc con esondazioni in corrispondenza dei ponti A18 e ferrovia e a valle l’area di maggior allagamento si estende a sinistra verso Santa Teresa di Riva. A 300 anni si ha una portata di picco di circa 1.387 mc, esondazioni in corrispondenza di ponte di legno, ponti A18 e ferrovia: l’area di maggior allagamento si estende sempre a sinistra verso Santa Teresa di Riva, tanto che in base ai risultati ottenuti i progettisti hanno invitato il Comune all'aggiornamento del Piano di protezione civile comunale. Pericoli da tenere in conto prima di pensare a mantenere in piedi una struttura nata già per essere demolita.













