Martedì 04 Agosto 2026
Il gruppo denuncia i disagi e i costi aumentati e chiede un cambio di rotta sulla mobilità


Parcheggi a Taormina, Prt: "Il tetto agli abbonamenti penalizza lavoratori e imprese"

di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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Il parcheggio Lumbi

«I primi casi confermano i timori: il tetto agli abbonamenti nei parcheggi comunali penalizza lavoratori e imprese». A sostenerlo è il gruppo Progetto Ricostruzione Taormina, dopo la decisione di Asm di limitare il numero massimo di abbonati nel parcheggio Lumbi allo scopo di garantire la disponibilità di stalli per il flusso turistico durante la stagione estiva, autorizzando solo il rinnovo degli abbonamenti esistenti. Una decisione che secondo il gruppo ha fatto emergere subito criticità. «Negli ultimi giorni sono arrivate segnalazioni da parte di attività commerciali e cittadini sull’impossibilità, per nuovi dipendenti provenienti dai comuni vicini, di sottoscrivere l’abbonamento necessario per raggiungere il posto di lavoro a condizioni sostenibili - esordisce Marco Rao, segretario di Prt - l’unica alternativa resta l’abbonamento ordinario, con costi del tutto sproporzionati rispetto a un normale stipendio: 220 euro al mese al Lumbi e 300 euro al mese a Porta Catania. Il parcheggio diventa così un ostacolo concreto all’accesso al lavoro. La ragione economica del limite appare evidente: un abbonamento agevolato produce per Asm meno entrate rispetto alla rotazione degli stalli e alle tariffe applicate agli utenti occasionali. In una fase in cui la gestione dell’Amministrazione De Luca ha portato Asm a ricorrere all’anticipazione di cassa - prosegue Rao - si comprimono progressivamente gli abbonamenti destinati ai lavoratori per privilegiare le entrate derivanti dalla sosta turistica. Le imprese faticano a inserire nuovo personale, perché chi arriva dai comuni vicini non sa dove lasciare l’auto senza affrontare costi insostenibili. È una scelta che colpisce insieme dipendenti e attività economiche». Secondo Progetto Ricostruzione Taormina, la scelta di Asm contraddice anche la necessità di contrastare l’overtourism, perchè ridurre gli spazi destinati ai pendolari e privilegiare i turisti di giornata non limita il traffico mordi e fuggi, ma lo favorisce, penalizzando chi contribuisce ogni giorno al funzionamento dell’economia cittadina. 

«Una politica coerente della mobilità dovrebbe fare l’opposto - viene sostenuto - garantire condizioni di accesso sostenibili ai lavoratori, scoraggiare l’uso dell’auto da parte dei visitatori giornalieri e favorire modalità alternative di ingresso in città. Il problema assume un peso ancora maggiore in una fase in cui molte attività faticano già a reperire personale qualificato. Il rischio è duplice: lavoratori costretti a rinunciare a un’opportunità e imprese impossibilitate a inserire nuovo personale». Secondo il gruppo il trasporto pubblico locale, spesso indicato dall’Amministrazione come alternativa, oggi non rappresenta una soluzione concreta per molti pendolari: numerosi dipendenti del commercio, della ristorazione e dei servizi iniziano molto presto o terminano il turno anche alle due di notte, quando non esistono collegamenti utilizzabili verso i comuni limitrofi: «Gli annunci sul potenziamento del trasporto pubblico locale restano, al momento, proclami privi di un piano operativo e finanziario verificabile. Per rendere il servizio compatibile con gli orari di lavoro servirebbe una copertura estesa per gran parte della giornata, quasi 24 ore nei periodi di maggiore attività, con più corse, mezzi, personale e un aumento strutturale della spesa corrente. Prima di presentare il trasporto pubblico locale come soluzione, l’Amministrazione dovrebbe chiarire risorse, organizzazione e tempi. Non si può penalizzare oggi chi lavora a Taormina promettendo per domani un servizio non ancora programmato, finanziato né organizzato. «In Consiglio comunale avevamo evidenziato che il tetto agli abbonamenti avrebbe ridotto progressivamente l’accesso ai parcheggi per i lavoratori - dichiara Alessio Bonesoli, vicepresidente di Prt - oggi sta accadendo esattamente questo: la categoria non viene formalmente eliminata, ma viene avviata a un graduale riassorbimento. È una scelta miope sul piano economico e sociale e una politica della mobilità sbagliata, perché favorisce i turisti di giornata e penalizza chi lavora stabilmente a Taormina»,. Prt chiede all’Amministrazione e ad Asm di rivedere immediatamente la scelta sui nuovi abbonamenti, distinguendo le esigenze dei lavoratori pendolari dalla domanda di sosta turistica: «La disponibilità degli stalli non può essere regolata soltanto in funzione delle entrate più convenienti per Asm - conclude - scaricando su lavoratori e imprese le conseguenze della crisi di liquidità dell’azienda».


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