"No all'assalto della spiaggia di Giardini": il Comitato si oppone a tre nuove concessioni
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Uno dei pochi tratti di spiaggia libera
La netta opposizione alla “privatizzazione” delle spiagge pubbliche ha spinto il Comitato civico per i Beni pubblici di Giardini Naxos a presentare agli enti competenti formali opposizioni al rilascio di ulteriori concessioni brevi (trimestrali) da parte di titolari di attività balneari che già occupano “la maggior parte” della spiaggia di Schisò. «Diciamo no all’assalto agli ultimi scampoli di spiaggia libera - afferma il sodalizio guidato da Giovanni Bucolo - queste nuove pretese renderebbero privata anche l’ultima parte delle sabbie di San Pancrazio non invasa da stabilimenti balneari, un danno per l’interesse pubblico a favore di privati che già godono di più che congrue aree in concessione. Si escluderebbe definitivamente il pubblico non pagante - viene evidenziato - dal tratto di costa più agevole per famiglie e anziani, con residenti e soggiornanti nella zona che non avrebbero più spiaggia libera disponibile». Sotto i riflettori tre istanze giudicate assai controverse dal Comitato civico: la prima, in particolare, riguarda lo spezzettamento e il ricollocamento in altra area di una concessione esistente, una richiesta motivata dall’erosione per gli effetti ciclone Harry che si aggiunge ad un’istanza per una ulteriore area d’espansione, non attigua, adiacente un altro lido esistente. Il Comitato ha presentato specifiche obiezioni e a proposito della motivazione di erosione dell’arenile addotta dalla ditta, ha eccepito al Demanio marittimo della Regione siciliana che il Piano di utilizzo delle aree demaniali e marittime (Pudm), adottato ad aprile scorso, assume la dichiarazione dei progettisti secondo i quali il ciclone non aveva causato né restringimenti né modifiche al litorale, contro ogni evidenza, tanto che la commissaria con i poteri del Consiglio comunale ha deliberato le previsioni del Piano escludendo revisioni. «Se questo è vero – afferma il Comitato per i Beni pubblici – non c’è ragione per la richiesta di ricollocazione e allargamento delle aree presentata dal privato». Le altre due istanze riguardano la richiesta di allargamento con ulteriore concessione trimestrale dell’area per un’attività balneare esistente stabilmente e la richiesta di occupazione dell’unico accesso libero all’arenile rimasto, nella zona in questione, adiacente alla concessione stabile di attività ricreativa come estensione della stessa. Il Comitato ha obiettato che il Pudm appena adottato prevede che le aree interessate dalle richieste di concessione e ricollocamento siano destinate alla pubblica fruizione. Il sodalizio chiede il sostegno delle istituzioni e di tutte le forze politiche impegnate nella campagna elettorale, con particolare riferimento ai candidati a sindaco, affinché confermino concretamente l’impegno assunto contro l’ulteriore privatizzazione delle spiagge di San Pancrazio–Schisò, appellandosi anche al mondo associativo culturale, ambientale e imprenditoriale della città e alla stampa.













