Giovedì 19 Febbraio 2026
Il caso del figlio di una coppia della zona jonica che rientra tra i "grandi prematuri"


Nato a 25 settimane, pesava 800 grammi: neonato curato e dimesso al Policlinico

di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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Il piccolo guerriero è tornato a casa

Venuto alla luce a 25 settimane di gestazione dopo un parto spontaneo repentino, alla nascita pesava solo 800 grammi ma grazie alle cure ricevute al Policlinico di Messina tutto è andato per il meglio e già da alcuni giorni ha fatto rientro a casa. Un caso, riguardante un neonato nato da una coppia che vive nella zona jonica, che per l’Unità operativa complessa di Patologia e Terapia intensiva neonatale diretta dalla prof.ssa Eloisa Gitto rientra tra i così detti “grandi prematuri” e che ha avuto un esito positivo. Un bimbo il cui percorso è stato caratterizzato da tutte le complicanze tipiche della prematurità: dal distress respiratorio, con la necessità di attuare ventilazione invasiva e non, fino alla gestione delicata della nutrizione. Un piccolo guerriero – come definito in reparto – che per fortuna adesso è tornato a casa. Continuerà ad essere monitorato nell’ambulatorio del follow up del neonato a rischio. Una storia a lieto fine, tenuto conto che il piccolo ha subito anche un intervento salva vita al cuore, eseguito dall’équipe di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina direttamente all’interno dell’Unità di Patologia neonatale e Tin. È stato, infatti, necessario procedere con la chiusura chirurgica del dotto di Botallo: un vaso sanguigno che collega l’arteria polmonare all’aorta durante la vita fetale e che in genere si chiude in modo spontaneo entro alcuni giorni. Evento che in circa il 30% dei nati estremamente prematuri non si verifica; la mancata chiusura del dotto determina un sovraccarico di lavoro del muscolo cardiaco, iperafflusso polmonare ed insufficienza respiratoria e per tale ragione – laddove i farmaci non sortiscano l’effetto sperato – è necessario intervenire tempestivamente con l’operazione.  

«La storia di questo bimbo – sottolinea la prof.ssa Eloisa Gitto – rappresenta un segnale di speranza e un esempio di come anche situazione cliniche complesse possano trovare una risoluzione e condurre i nostri piccoli pazienti verso un futuro con una buona qualità di vita. Ogni dimissione è per noi motivo di gioia e soddisfazione; risultati che appartengono al nostro dovere di medici e che sono il risultato di un lavoro di équipe, una squadra di professionisti che ho il privilegio di guidare e che in questi anni è cresciuta sempre di più per essere un punto di riferimento per la città di Messina. La peculiarità della nostra realtà in cui insistono tutte le competenze multidisciplinari necessarie per la cura e l’assistenza di bambini così critici è di certo un valore aggiunto. I nostri pazienti prematuri sono seguiti sia in fase acuta, sia successivamente fino all’età scolare proprio grazie all’ambulatorio di follow del neonato a rischio, unica realtà presente in città».


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