"Muri" sulle spiagge ed edifici sbarrati: la costa si prepara alla tempesta Harry - FOTO
di Redazione | oggi | ATTUALITÀ
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Barriere di sabbia e sbarramenti sugli edifici
La zona jonica si prepara ad affrontare la tempesta Harry e nelle ultime ore amministrazioni locali e privati cittadini stanno cercando di adottare tutte le misure possibili per limitare i danni, tutelare l’incolumità delle popolazioni e proteggere beni e strutture. Nei municipi sono stati aperti i Centri operativi comunali per affrontare l’emergenza, con Polizia locale, associazioni di protezione civile e tecnici impegnati a monitorare il territorio e pronti ad attuare i piani di emergenza qualora sia necessario. Tra le disposizioni attuate in queste ore la chiusura di luoghi pubblici come piazze, cimiteri e aree giochi, la modifica della viabilità con interdizioni e divieti per garantire la percorribilità delle strade (anche qualora sia necessario effettuare interventi di evacuazione dei cittadini) e l’invito a limitare la sosta e il transito nelle aree a rischio e comunque gli spostamenti interferenti non necessari. Occhi puntati sui lungomari, che verranno sferzati dai marosi durante la violenta mareggiata che colpirà la costa tra lunedì e martedì. A Sant’Alessio Siculo già oggi il Comune ha annunciato la chiusura della strada litoranea per lunedì e analoga decisione potrebbe essere assunta nelle prossime ore anche a Letojanni, Santa Teresa di Riva, Furci Siculo, Roccalumera, Nizza di Sicilia e Alì Terme. Di conseguenza sarà necessario attivare il doppio senso di circolazione sulla Statale 114 e dunque dovrà essere vietata la sosta. A Giardini Naxos, Taormina e Letojanni si teme per il destino delle strutture balneari rimaste sulla spiaggia e nei primi due comuni i titolari di concessioni demaniali e i gestori delle attività hanno fatto intervenire le ruspe per innalzare un “muro” di sabbia sull’arenile, con l’obiettivo di garantire protezione alle strutture, frenando l’azione devastante del mare che si scaglierà sul litorale. Una contromisura che potrebbe però non bastare. Nei comuni costieri cittadini e titolari di attività commerciali hanno sbarrato porte e cancelli sui lungomari per evitare che le onde invadano abitazioni ed esercizi, mentre i pescatori hanno trainato barche e pescherecci lontano dalla spiaggia per metterli in salvo dalla furia del mare, lasciandoli sulle strade interne o sulla Statale 114. Il timore è che la mareggiata possa inghiottire le strutture che sorgono a ridosso della spiaggia, come piazzette, affacci o porzioni di strada, creando danni alle vie di collegamento non facilmente ripristinabili in tempi celeri. Insieme al mare la zona jonica sarà sferzata da pioggia e vento e potrebbero verificarsi danni anche nelle aree interne, con dissesti e cedimenti del terreno indebolito da due giorni di precipitazioni. In ogni caso bisogna evitare la sosta, il transito e le attività nelle aree costiere esposte; mettere in sicurezza, beni, materiali, attrezzature, mezzi e imbarcazioni nelle zone a rischio e adottare comportamenti di attenzione, precauzione e autoprotezione nelle aree soggette a rischio idrogeologico e lungo i litorali esposti.












