Domenica 01 Febbraio 2026
Accolta la richiesta dell'Ato Me4 contro lo sgombero dell'area imposto dal Comune


Motta Camastra, il Tar sospende l'ordinanza sul Ccr: il sindaco continua la sua battaglia

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Il Ccr di Motta Camastra

C’è un primo verdetto del Tar di Catania nella “guerra” tra il Comune e l’Ato Me4 Spa in liquidazione, nata dopo l’ordinanza emanata il 12 dicembre dal sindaco Carmelo Blancato per imporre lo sgombero entro 15 giorni del Centro comunale di raccolta rifiuti, dove da oltre un anno sono depositati mezzi e attrezzature. I giudici della Seconda Sezione hanno accolto con un’ordinanza l’istanza cautelare presentata dall’avvocato Filippo Cordone per conto dell’Ato Me4 e hanno sospeso l’ordinanza sindacale sino alla definizione della causa nel merito, fissando l’udienza per il 7 maggio. Il Comune ha nominato come legale l’avvocato Grazia Maria Tomarchio. Il Tar ha ribadito quanto già deciso con decreto cautelare del 19 dicembre, visto che «nella relazione del 10 ottobre i Vigili del Fuoco hanno fatto riferimento ad un “futuro pericolo per i rischi legati al propagarsi di un eventuale incendio”, affermando che non si riscontrava “nell’immediato un pericolo di incendio”». Sulla scorta di tale rilievo e con riguardo all’opportuno bilanciamento degli interessi contrapposti, per i giudici «non appare tra l'altro di particolare pregiudizio per l’Amministrazione intimata la sospensione provvisoria del provvedimento impugnato sino alla definizione del merito della causa». 

Il sindaco Blancato ha inviato un’altra lettera a tutti i colleghi dei Comuni soci dell'Ato Me 4, al presidente della Srr Messina Provincia, alla Prefettura e alla Stazione Carabinieri di Francavilla di Sicilia, contestando «un comportamento omissivo dei Soggetti liquidatori dell’Ato» per la mancata risposta ai quesiti posti sul costo sostenuto per il trasferimento dei mezzi dal Ccr di Furci Siculo a quello di Motta Camastra e su altri aspetti gestionali. Alla nota è allegato un parere del Parco fluviale dell’Alcantara, che dopo un sopralluogo al Centro rifiuti ha rilevato «evidenti rischi e possibili impatti ambientali» per il rilascio di sostanze inquinanti (olio, carburante e altri liquidi) e un «impatto paesaggistico e sociale», ritenendo necessaria una tempestiva bonifica. Il resoconto del sopralluogo è stato inviato anche all’Ispettorato Forestale di Messina.


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